mercoledì 30 novembre 2016

Ucraina
La tragedia dell’Holodomor
L'Osservatore Romano
«Il ricordo delle vicende drammatiche di un popolo, oltre che in se stesso doveroso, si rivela quanto mai utile per suscitare nelle nuove generazioni l’impegno a farsi, in ogni circostanza, vigili sentinelle del rispetto della dignità di ogni uomo». Con queste parole Giovanni Paolo II apriva il messaggio del 23 novembre 2003 ai cardinali Lubomyr Husar e Marian Jaworski, rispettivamente arcivescovo maggiore di Lviv degli Ucraini e arcivescovo di Lviv dei Latini, in occasione del settantesimo anniversario dell’Holodomor. Lo scorso 26 novembre — nel quarto sabato del mese, come avviene ogni anno — l’Ucraina ha commemorato i tristi eventi degli anni 1929-1933: un periodo tragico, in cui, a causa delle famigerate decisioni del regime sovietico, morirono a milioni i figli del paese considerato “granaio dell’Europa”.
Nell’ultima estate di quegli anni spaventosi «L’Osservatore Romano» del 7 luglio 1933 descriveva così la tragica situazione: «In tutta l’Ucraina sovietica sono stati istituiti “consigli di guerra mobili”, il cui compito è di inquisire sui contadini che stanno sabotando i nuovi decreti emessi da Stalin circa il sequestro dei cereali: condanne a morte in massa ed esecuzioni immediate ne sono la conseguenza. Il terrore è spaventevole... La stampa dell’Ucraina sovietica pubblica un editto della G.P.U. che potrebbe considerarsi uno scherzo, se non fosse riprodotto dalla stampa ufficiale. Secondo questo decreto, i contadini sono tenuti a non presentarsi mai nelle città, salvo in casi di eccezionale importanza o di urgente necessità, muniti comunque di un permesso motivato dal soviet del paese. La stampa nei commenti spiega che l’editto è provocato dal fatto che i contadini invadono i mercati delle città, tentando di comperare o mendicare un qualsiasi nutrimento, ciò che impedisce seriamente il regolare approvvigionamento delle città. Questo fatto può considerarsi unico negli annali del mondo: vedere i produttori di viveri tentare di trovarli presso i consumatori!».
Si è trattato, in poche parole, di una tragedia incomprensibile e inspiegabile. Il suo ricordo è motivo di una rinnovata preghiera di suffragio per le vittime e un monito per i posteri perché si faccia tutto il possibile per evitare il ripetersi di eventi simili.
L'Osservatore Romano, 30 novembre - 1° dicembre 2016