mercoledì 9 novembre 2016

Svizzera
“La campagna presidenziale negli USA si è conclusa. Il pellegrinaggio della giustizia e della pace continua. Ora più che mai”, è il commento del segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), pastore Olav Fykse Tveit, twittato a pochi minuti dalla notizia dell’elezione di Donald Trump a 45esimo presidente degli Stati Uniti. Più diretto il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD) che da Magdeburgo, dov’è in corso il Sinodo annuale della EKD, si è detto “sconcertato”.
Ora, per Bedford-Strohm, l’Europa e la Germania avranno una responsabilità ancora maggiore nello scacchiere mondiale, a cominciare dall’impegno per i più deboli, a favore dell’amore per il prossimo e dell’empatia. “I discorsi di Donald Trump durante la campagna elettorale erano talmente divisivi e svalorizzanti nei confronti di alcuni gruppi di persone, che ora che ha questo potere politico non possiamo che dirci preoccupati”, ha dichiarato all’agenzia stampa EPD. Tuttavia, ha aggiunto, bisogna guardare al futuro, “dobbiamo far capire i valori che come cristiani sosteniamo e fare in modo che entrino nel dibattito pubblico”.
Eppure, stando agli analisti, a fare da ago della bilancia a favore di Trump è stato un particolare gruppo cristiano affiliato alla destra religiosa: secondo i primi exit-poll a fare la differenza sarebbero stati gli “evangelicali bianchi”, che rappresentano il 26% del corpo elettorale, votando all’81% per Trump, e al 16% per la candidata democratica Hillary Clinton. Secondo quanto riferisce il Washington Post, le cosiddette mainline churches - tutte quelle espressioni cioè del protestantesimo storico più progressista - e le chiese evangeliche afro-americane, al 59% avrebbero preferito alla Casa Bianca la metodista Clinton. Interessante anche il dato riferito ai cattolici, che al 52% avrebbero votato per Trump, mentre alle elezioni precedenti erano a maggioranza a favore di Barack Obama. Nella mattinata di oggi anche il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini, con un tweet ha rivolto “un pensiero e una preghiera per il popolo americano. In particolare, per coloro che, come noi, NON si riconoscono nei cosiddetti ‘valori’ di Trump”.