giovedì 10 novembre 2016

L'Osservatore Romano
Una piccola fattoria che porta il nome di san Giovanni Paolo II ha aperto le porte ai senzatetto nella diocesi slovacca di Banská Bystrica. Il progetto, lanciato e gestito dalla ong cattolica “Il buon pastore”, offre ai bisognosi non solo l’opportunità di lasciarsi alle spalle le loro vecchie e disperate condizioni di vita, ma anche di approfondire la propria fede in Dio. «L’obiettivo del servizio — ha spiegato al Sir padre Martin Dado, direttore dell’arcivescovado di Bratislava — è di offrire loro una terapia in due modi: tramite il lavoro e la preghiera».
Il vescovo di Banská Bystrica, monsignor Marián Chovanec, ha benedetto la sede della fattoria, nella quale, all’interno dell’altare della nuova cappella dedicata a san Francesco d’Assisi, sono conservate reliquie di san Giovanni Paolo II. Secondo monsignor Chovanec questo progetto incentrato sull’agricoltura ha grande significato spirituale e valore simbolico: «La Chiesa cattolica, attraverso l’aiuto disinteressato di sacerdoti e volontari — ha sottolineato — continua a radunare le pecorelle smarrite, persone emarginate in condizioni di estremo bisogno».
La fattoria di Bzovik offre alloggio e opportunità di lavoro a quaranta senzatetto e i promotori del progetto sperano di garantire a queste persone una nuova condizione spirituale ed esistenziale.
In Slovacchia, un’indagine sui redditi delle famiglie e sulle condizioni di vita pubblicata recentemente dall’Ufficio di statistica, conferma che nel 2015 640.000 persone, che rappresentano circa il 12,3 per cento della popolazione, erano a rischio povertà.
L'Osservatore Romano, 9-10 novembre 2016.