mercoledì 23 novembre 2016

Russia
Donate dal Papa al patriarca Cirillo reliquie di san Francesco. Pace e bene
L'Osservatore Romano
Il Papa ha donato al patriarca di Mosca Cirillo, che il 20 novembre ha compiuto settant’anni, alcune reliquie di san Francesco d’Assisi, «mio celeste protettore» come scrive nel messaggio augurale consegnato ieri al primate della Chiesa ortodossa russa dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Nel messaggio il Pontefice ringrazia «ancora una volta per le reliquie di san Serafino di Sarov» donategli da Cirillo e consegnate il 15 settembre scorso in Vaticano dalle mani del metropolita Ilarione, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca. Quest’ultimo incontro è avvenuto alla vigilia della XIV sessione plenaria della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, tenutasi a Chieti.
«Vorrei trasmettere a sua santità, il mio amato fratello in Cristo, un augurio personale e l’assicurazione delle mie fervide preghiere — prosegue il Papa nel suo messaggio — in occasione del suo settantesimo anniversario. Ringrazio il Signore per la sua generosa benedizione, e il dono a lei della vita e del ministero di pastore della Chiesa ortodossa russa». Francesco ricorda il contributo personale di Cirillo al «ravvicinamento tra le nostre Chiese» e «con grande calore il nostro storico incontro a L’Avana». San Francesco d’Assisi e san Serafino di Sarov «intercedono per noi presso Dio affinché lavoriamo in modo più affiatato per ottenere la pace e una piena unità», afferma Papa Francesco, concludendo il messaggio con le parole «pace e bene» e con un «fraterno abbraccio».
Il cardinale Koch, accompagnato dal nunzio apostolico nella Federazione russa, arcivescovo Celestino Migliore, e da padre Hyacinthe Destivelle, assistente per la sezione orientale del dicastero vaticano, è stato accolto nella residenza patriarcale del monastero stavropigiale di San Daniele a Mosca. All’incontro era presente, fra gli altri, anche il metropolita Ilarione. Durante il colloquio, Cirillo ha ricordato l’incontro con il Papa all’Avana: «Ha avuto un senso profondo e si è tenuto in un’atmosfera estremamente sincera e fraterna», con al centro «la nostra comune preoccupazione per le sofferenze dei cristiani nel mondo di oggi, in particolare in Medio oriente, Nord Africa e altrove». Rammarico è stato espresso per il nuovo deterioramento della situazione in Siria e in Iraq, «e non solo a causa dei combattimenti ad Aleppo e a Mosul ma anche perché non si riesce a porre fine alle sofferenze della gente, e la coalizione esistente non ha ancora raggiunto un adeguato coordinamento delle azioni necessarie per una lotta efficace contro il terrorismo. Rimango convinto che solo attraverso azioni coordinate congiunte, volte a conseguire obiettivi specifici, si può davvero sconfiggere il terrorismo», ha detto il patriarca.
Cirillo ha sottolineato la fattiva collaborazione tra ortodossi e cattolici sulla redazione della lista dei templi e dei siti religiosi distrutti in seguito alle azioni militari. «Continueremo a lavorare con la Chiesa cattolica romana e i suoi rappresentanti per fare tutto il possibile affinché si ponga fine alle sofferenze e la gente possa tornare a una vita pacifica», ha concluso.
L'Osservatore Romano, 23-24 novembre 2016