venerdì 18 novembre 2016

Repubblica Centrafricana
Tv2000
“Ero nella Savana per l’ingresso del nuovo parroco, a San Francesco Saverio, a Bossembelé. Mi è arrivato un messaggio dopo la Messa. L’ho accolto come una chiamata di Dio: un povero che si ritrova nella Savana, vengono a cercarlo per compiere una missione”. Così l’arcivescovo di Bangui, mons. Dieudonné Nzapalainga, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha raccontato quando per la prima volta ha saputo a sorpresa della sua nomina a cardinale voluta da Papa Francesco.
Mons. Nzapalainga domani sarà in Vaticano per essere creato cardinale dal Pontefice durante il Concistoro nella Basilica di San Pietro.
“Essere cardinale – ha aggiunto mons. Nzapalainga - non è un onore, ma un servizio che il Signore ci dà per essere ponte fra differenti comunità, perché il dialogo, la pace e la riconciliazione tornino” nella Repubblica Centrafricana.
L’arcivescovo di Bangui, 49 anni, il più giovane dei prossimi cardinali, poco prima di partire per Roma ha portato viveri e materiale didattico nel quartiere a prevalenza musulmana. E’ il quartiere di Bangui chiamato “Km5”, dove lo scorso anno, fino all’arrivo del Papa, non si poteva entrare perché era uno dei focolai della guerra che ha messo in crisi la Repubblica Centrafricana tra il 2013 e il 2015.
“Non ho difficoltà – ha concluso mons. Nzapalainga - vengo sempre tra i fratelli e ho la certezza che sarò sempre accolto. Il Papa è passato qui, al Km5 di Bangui. Da allora, molte cose sono cambiate. Ed è con grande gioia che veniamo perché torni la fraternità. Essi credono in Dio, sono musulmani. Io sono cristiano. Comunque, siamo tutti centrafricani. Durante la crisi, dei genitori si sono impoveriti e ora non hanno i mezzi per mandare i loro figli a scuola. Il nostro Dio è un Dio che si occupa degli orfani, degli abbandonati. Quindi, anche questi bambini devono poter studiare”.