lunedì 7 novembre 2016

Il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e arcivescovo di Westminster, cardinale Vincent Gerard Nichols, ha chiesto perdono a tutti gli inglesi per il dolore causato a centinaia di migliaia di ragazze-madri costrette ad abbandonare i propri bambini attraverso la pratica dell’adozione forzata, usata frequentamente nel periodo tra il 1945 e il 1976.
Nel corso della registrazione di un documentario dal titolo «Lo scandalo delle adozioni in Gran Bretagna», che dovrebbe andare in onda il prossimo 9 novembre sull’emittente britannica ITV, il cardinale Nichols ha dichiarato che la condotta delle agenzie per le adozioni che hanno agito per conto della Chiesa cattolica in Inghilterra hanno spesso «mancato di compassione e di sensibilità. La Chiesa cattolica comprende e riconosce le sofferenze causate. Le pratiche di tutte le agenzie di adozione — ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles — riflettono i valori sociali di quel tempo e, a volte, mancavano perfino di compassione e sensibilità. Pertanto, ci scusiamo per il dolore e per il danno provocato da alcune agenzie legate a istituti religiosi».
L’avvocato Carolyn Gallwey, si è rivolta al ministro dell’interno britannico, Ambra Rudd, chiedendole di aprire al più presto un’inchiesta. Nel corso della registrazione del documentario, l’avvocato Gallwey ha spiegato che le donne venivano convinte a non raccontare a nessuno quanto era loro successo. Ma adesso — ha proseguito Gallwey — queste madri hanno il diritto di scoprire cosa è avvenuto in quegli anni e l’unico modo per farlo è attraverso una pubblica inchiesta».
Tra il 1945 e il 1976, si sono verificate in Gran Bretagna circa mezzo milione di adozioni, che hanno riguardato bambini nati da giovani madri, prese in carico da alcune organizzazioni religiose legate alla Chiesa cattolica e alla Comunione anglicana. Nel 1976, il parlamento decise di cambiare la legge decidendo di affidare alle autorità locali la responsabilità di gestire le adozioni in Gran Bretagna. Un fenomeno attivo in quegli anni anche in Irlanda, dove nel 2014 è stata aperta un’inchiesta riguardante alcune case di accoglienza che ospitavano appunto ragazze-madri.
L'Osservatore Romano, 7-8 novembre 2016.