domenica 27 novembre 2016

Regno Unito
Appello delle Chiese del Regno Unito. Più tutela alle famiglie
L'Osservatore Romano
Un accorato appello al Governo affinché le famiglie più disagiate vengano protette dagli effetti del previsto aumento dell’inflazione è stato lanciato nei giorni scorsi dalla Chiesa di Scozia, dall’Unione battista di Gran Bretagna, dalla Chiesa metodista britannica e dalla Chiesa riformata unita. La situazione economica della Gran Bretagna post-Brexit, infatti, sta cambiando e non in meglio per le famiglie più povere.
La svalutazione della sterlina fa prevedere un aumento dell’inflazione i cui primi effetti, secondo le previsioni della Bank of England, riguarderanno i beni di prima necessità, a cominciare dagli alimentari. Ma anche nel resto dell’Europa la situazione non è delle migliori. Infatti, 119 milioni di persone, quasi un quarto della popolazione, sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. «Già oggi — ha spiegato il pastore Richard Frazer, presidente della commissione Chiesa e società della Chiesa di Scozia — le spese alimentari costituiscono una voce rilevante dei bilanci delle famiglie a basso reddito. Un aumento dei costi metterà sempre più persone nella condizione di non avere abbastanza cibo da mettere sulla propria tavola».
Le quattro denominazioni religiose — che insieme rappresentano circa ottocentomila cristiani protestanti del Regno Unito — si sono dette seriamente preoccupate e auspicano un intervento deciso volto a limitare e a evitare spiacevoli conseguenze. In particolare — riferisce il sito riforma.it — preoccupa la decisione presa dal governo lo scorso gennaio di congelare per quattro anni gli aumenti ai sussidi sociali. «La decisione — ha sottolineato Rachel Lampard, vice presidente della Conferenza metodista britannica — è stata pensata quando l’inflazione era bassa e stabile. Oggi, le cose sono cambiate e il provvedimento mette a rischio le famiglie più povere i cui sussidi subiranno di fatto una sensibile e non prevista erosione». La questione riguarda una larga platea: «Stiamo parlando di circa quattro milioni di famiglie all’interno delle quali vivono sette milioni e mezzo di bambini e bambine. Queste persone — ha precisato Lampard — verranno colpite da tagli ben più profondi e rapidi di quanto previsto. È necessario che questa situazione venga riconosciuta e tenuta sotto controllo».
All’inizio del 2016 le quattro comunità ecclesiali, attraverso il loro gruppo congiunto sulle questioni sociali, avevano pubblicato «Enough», un rapporto sulla povertà in Gran Bretagna nel quale sostenevano che il welfare doveva incontrare i reali bisogni delle famiglie. Una linea che invece la politica degli ultimi anni ha largamente disatteso, con decisioni come la “regola dei due bambini” che garantisce detrazioni fiscali solo per i primi due figli escludendone i successivi e quindi le famiglie numerose, o la diminuzione del tetto annuo massimo dei benefici che le famiglie possono ricevere.

L'Osservatore Romano, 26-27 novembre 2016