mercoledì 9 novembre 2016

Portogallo
L'Osservatore Romano
Si concluderà domani, giovedì, a Fátima la centonovantesima assemblea plenaria dei vescovi portoghesi. Tra i numerosi temi affrontati la lettera pastorale sul centenario delle apparizioni, il documento dal titolo «La catechesi: la gioia dell’incontro con Gesù Cristo» dedicato, appunto, al rinnovamento della catechesi, e l’eutanasia. Secondo monsignor Manuel Pelino, responsabile della commissione episcopale per l’educazione cristiana e la dottrina della fede, «la catechesi non nasce soltanto dai libri, oggi nasce molto dall’accompagnamento personale».
«I catechisti — ha aggiunto monsignor Flavio Giovenale, vescovo di Santarém — rispettano la libertà delle persone e cercano di far sì che i fedeli seguano un cammino che avanza nella luce di una vita più piena, più libera, più fraterna e cercano di costruire un mondo più giusto e più in sintonia con il regno di Dio». Il documento «La catechesi: la gioia dell’incontro con Gesù Cristo», che ha l’obiettivo di incoraggiare la riflessione sulla catechesi contemporanea, è stato distribuito in 50.000 copie e ha raggiunto tutti i catechisti del paese.
Servirà indubbiamente anche ad affrontare con il giusto strumento un tema spinoso come quello del fine vita. L’associazione dei medici cattolici portoghesi (Amcp) ha definito in questi giorni la discussione sulla legalizzazione dell’eutanasia, «un segnale della perdita di significato della vita umana. La società civile — sostengono in un documento i medici — non può e non deve consentire che, in nome di un’illusoria autonomia e di una distorta nozione di libertà (che conduce all’individualismo egoista e all’indifferenza nei confronti del prossimo) diventi lecito ciò che è proibito, generando in tal modo un’autentica cultura della morte».
La presa di posizione ufficiale dei medici portoghesi costituisce una reazione al primo caso di eutanasia infantile avvenuto in Belgio, e risponde più direttamente alla «petizione per il diritto a morire con dignità» presentata in parlamento dal partito “Bloco de Esquerda”, sostenuta da ottomila cittadini firmatari. L’associazione ricorda anche l’opinione già espressa nell’ottobre scorso dall’ordine dei medici, nella quale si dichiarava che l’eutanasia pregiudica la dignità della vita umana, e della stessa professione medica. Il messaggio dell’Amcp evidenzia con forza le implicazioni legislative che avrebbe la legalizzazione del suicidio assistito. «Qualunque legge che costituisse un attentato di qualsiasi genere contro la vita — concludono i medici cattolici — porterebbe lo Stato a negare le funzioni di difesa e di protezione delle persone».
L'Osservatore Romano, 9-10 novembre 2016.