giovedì 10 novembre 2016

I diritti dei minori devono essere «garantiti da tutti i paesi» ma in questo momento in Europa in alcuni governi «manca la volontà politica di agire concretamente». È la denuncia emersa nell’intervento, che ha fatto, al parlamento europeo, Benyam Dawit Mezmur, presidente della commissione delle Nazioni Unite per i diritti del fanciullo.Il rappresentante dell’Onu ha ribadito che i diritti dei minori devono essere «garantiti da tutti i paesi in modo centralizzato e integrato». Ha riconosciuto che alcuni stati membri mettono già in campo «un impegno politico fondamentale» per poi affermare che le politiche comunitarie attuali per la protezione dei bambini migranti «hanno delle chiare lacune» e «non vengono applicate come dovrebbero». Benyam Dawit Mezmur ha posto l’accento sulla questione istruzione, che ha definito «centrale», ricordando che «solo la metà dei bambini migranti ha accesso all’istruzione» e definendo questa situazione «una bomba a orologeria pronta a esplodere». La mancata istruzione è una grossa ipoteca sul loro futuro.
Il numero delle violazioni dei diritti dei minori «è altissimo», e questo «in ogni fase del percorso che li coinvolge», ha fatto notare Mezmur, secondo il quale la crisi dei migranti «non è esplosa nel 2014, ma è un sintomo di lacune nel sistema di accoglienza e integrazione che l’Onu mette in luce dal 1991». È quindi compito dell’Ue migliorare «sotto tutti i punti di vista», anche nel processo di identificazione dell’età dei minori. A questo proposito, il rappresentante dell’Onu ha parlato di «metodologie invasive e non efficaci». Mezmur ha concluso il suo intervento ricordando che le Nazioni Unite sono impegnate a monitorare «il reale impatto delle leggi elaborate e adottate dai paesi».
Intanto, sul fronte dei continui sbarchi sulle coste italiane, le forze dell’ordine italiane hanno fermato sei presunti scafisti di diverse nazionalità. Tre sono del Gambia, due del Senegal, uno è nigeriano mentre gli altri non sono stati identificati. C’è però anche un minorenne di 17 anni che dovrà rispondere di omicidio. Sono accusati di essere stati al timone di quattro gommoni che, in condizioni di fortuna, hanno effettuato la traversata del Mediterraneo con a bordo, complessivamente, 482 migranti partiti dalla Libia. I profughi sono stati tratti in salvo nei giorni scorsi dalla nave guardia costiera che, ieri mattina, li ha fatti sbarcare nel porto di Palermo insieme con altre persone soccorse nel corso di sei distinte operazioni. In tutto si è trattato di 1049 migranti. Su uno dei gommoni sono stati trovati anche dieci corpi senza vita, tra cui tre bambine. E alla guida di questo gommone c’era proprio il diciassettenne che dovrà rispondere pure di omicidio. Alcuni migranti, testimoni della tragica traversata, hanno identificato gli uomini al timone raccontando come gli scafisti avessero appreso dai trafficanti poche elementari nozioni di navigazione soltanto pochi minuti prima di partire.
Guardando alla Germania, fa discutere il caso della barriera anti-rumore costruita alla periferia di Monaco di Baviera per limitare i rumori che possono provenire da un centro d’accoglienza per profughi minorenni di prossima apertura. Alta più del muro di Berlino, la barriera viene giudicata inopportuna per il valore simbolico che ha assunto da molte delle voci raccolte da diversi media, che avrebbero voluto una diversa soluzione.
L'Osservatore Romano, 9-10 novembre 2016.