venerdì 25 novembre 2016

Myanmar
Denunciate violenze sui rohingya
L'Osservatore Romano
L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha denunciato ieri «pulizia etnica» contro la minoranza musulmana dei rohingya nel Myanmar.
Secondo quanto dichiarato da John McKissick, rappresentante dell’Unhcr, l’esercito governativo sarebbe impegnato «in azioni di rappresaglia» contro i rohingya dopo l’uccisione di nove guardie di frontiera a ottobre scorso. «Le forze di sicurezza — accusa ancora il funzionario — hanno massacrato bambini, violentato donne, ucciso uomini, dato fuoco ad abitazioni e costretto la popolazione ad attraversare un fiume per entrare in Bangladesh».
Il governo di Naypyidaw ha negato ogni violenza e responsabilità, sostenendo che sarebbero stati i rohingya a incendiare le loro stesse abitazioni.
Da circa un mese, sono in corso scontri tra l’esercito governativo e la minoranza musulmana. Dal 9 ottobre scorso, quando un gruppo di rohingya ha assaltato diverse postazioni delle forze di sicurezza, riuscendo a portare via centinaia di armi da fuoco, le autorità hanno chiuso la zona a giornalisti e operatori umanitari, intensificando la presenza dell’esercito.
Nonostante la pressione internazionale, indicano gli analisti politici, i disordini continuano e si rischia un’escalation. Privati della cittadinanza e considerati immigrati illegali provenienti dal Bangladesh, i rohingya — come ricordano le Nazioni Unite — sono la minoranza etnica più perseguitata al mondo.
L'Osservatore Romano, 25-26 novembre 2016