venerdì 25 novembre 2016

Mondo
Nella giornata mondiale contro la violenza. La Chiesa insieme alle donne
L'Osservatore Romano
Con un tweet diffuso nella tarda mattinata di oggi, 25 novembre, il Papa ha voluto partecipare alla giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne indetta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu): «Quante donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza! Il Signore le vuole libere e in piena dignità» si legge nel breve messaggio diffuso in tutto il mondo nelle lingue dell’account papale.
La Chiesa ha sempre combattuto perché alle donne venisse dovunque riconosciuta la dignità di essere umano uguale a quella dell’uomo e ha pensato ed elaborato un modello di rapporto tra uomo e donna nel matrimonio che stabilisce uguali diritti e uguali doveri ai due coniugi. E oggi un numero ingente di missionari e soprattutto di missionarie ha scelto come sua missione proprio l’assistenza alle donne violentate.
Sono donne spesso cacciate dalla loro famiglia e dalla loro comunità e che trovano solo in queste istituzioni religiose non soltanto un aiuto ma anche un progetto di reinserimento dignitoso nella vita sociale, per loro e per i loro figli, anche quelli nati dalla violenza. Sono quindi ormai molti anni che la Chiesa combatte questa battaglia in prima linea nei luoghi più caldi del mondo. In questo contesto va letto il tweet di Papa Francesco.
Nel rapporto dell’Onu per il 25 novembre 2016 si legge che «deve diffondersi sempre di più la consapevolezza che la violenza contro donne e giovanissime è non solo una violazione dei diritti umani, ma è anche una emergenza sanitaria e un serio ostacolo allo sviluppo sostenibile». Il messaggio è chiaro e urgente: «C’è ancora molto che si può e si deve fare in termini di risposte e di prevenzione», anche nei casi di violenza psicologica oltre che fisica. Si parla di «azioni concrete nel sociale e di sensibilizzazione profonda per cambiare il piano della mentalità diffusa», che è «ancora ovunque troppo incline all’accettazione». 

L'Osservatore Romano, 25-26 novembre 2016