mercoledì 9 novembre 2016

Messico 
I 90 anni incompiuti di Juan Jesús Posadas Ocampo, cardinale martire del Messico
("a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) Domani giovedì 10 avrebbe compiuto 90 anni Juan Jesús Posadas Ocampo, arcivescovo di Guadalajara e cardinale dal 1991. Il suo destino è stato invece quello di morire assassinato all'età di 66 anni, era il 24 maggio 1993, nel parcheggio del Guadalajara International Airport. L'arcivescovo fu vittima di una vera e propria esecuzione mentre si trovava all'interno della sua automobile, colpito da 14 colpi d'armi da fuoco: uno stile che fu subito ricondotto al mondo del narcotraffico, contro il quale da sempre Posadas Ocampo si batteva con energia. Si scoprì in seguito che i mandanti dell'omicidio erano Juan Francisco Murillo Díaz detto "El Güero Jaibo" e Édgar Nicolás Villegas detto "El Negro", membri di spicco del Cartello di Tijuana, uno dei più temibili nel Messico di quegli anni.
Nonostante l'individuazione dei mandanti sia stata accertata poco dopo l'assassinio del porporato ancora oggi, a molti anni di istanza, nè questi nè gli esecutori materiali sono stati assicurati alla giustizi, una situazione denuciata ancora in anni più recenti da altri cardinali messicani come  Juan Sandoval Íñiguez e Francisco Robles Ortega.
Per la sua azione di denuncia e opposizione ai cartelli dei narcotrafficanti Juan Jesús Posadas Ocampo è stato inserito da Giovanni Paolo II nella lunga lista dei martiri del XX secolo. Il numero di sacerdoti e religiose uccisi, rapiti e spesso sequestrati in Messico, è drammaticamente alto proprio perché sono tra le poche realtà sociali che si oppongono attivamente alla dittatura dei signori della droga; nuovi casi di violenza sono pressocché all'ordine del giorno nelle aree di maggior interesse e controllo del narcotraffico. 
Ocampo è uno dei tre porporati uccisi negli ultimi secoli, il primo fu lo spagnolo Juan Soldevilla y Romer (Fuentelapeña, 20 ottobre 1843 – Saragozza, 4 giugno 1923), assassinato dal gruppo anarchico “Los Solidarios", a cui seguì poi nel 1977 il congolose Emile Biayenda (Mpangala, 1927 – Brazzaville, 23 marzo 1977),  Repubblica del Congo, arcivescovo di Brazzaville, ucciso nel corso di una rivolta politica nel Paese.