lunedì 14 novembre 2016

Italia
Tosatti, perché menti? Forse è ora di smetterla
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Marco Tosatti, dopo il mio post in cui segnalo i suoi errori in merito a quanto ho veramente scritto sull'intervista di E. Scalfari con il Papa,  ha corretto in fretta e furia alcuni passaggi, ma ha voluto insistere con una sua bugia.  Nel post corretto Tosatti scrive e riporta tra virgolette:
"Secondo Badilla Scalfari ha incontrato il Pontefice per 40 minuti. Il resoconto del colloquio è stato pubblicato su due pagine sull’Osservatore Romano. Ma, come nei casi precedenti (24 settembre 2013, 13 luglio 2014, e 1 novembre 2015) “non c’è stata una registrazione”. “Quindi è una conversazione insopportabile. Non è stata neanche un’intervista convenzionale, con domande e risposte. Il giornalista non ha fatto richiesta di un’intervista. Ha chiesto un incontro personale”.
No, Tosatti, io ho scritto questo:
"L'incontro tra il Santo Padre e il fondatore della testata sarebbe durato 40 minuti circa e la conversazione (7 novembre), come nel caso delle prime interviste (1° ottobre 2013 e 13 luglio 2014), non è stata registrata; dunque è una conversazione senza supporto. Non è stata nemmeno un'intervista a regola d'arte, domande e risposte. Il giornalista non ha chiesto formalmente un'intervista. Ha chiesto un incontro personale."
Perché menti?
Hai pieno diritto a criticare, ad essere in disaccordo, a confutare, a rifiutare, ma non ne hai diritto a mentire. 
Il dottor Pentin ha avuto l'educazione e la cortesia, che ringrazio di cuore, di riconoscere il suo errore di traduzione - errore all'origine di quest'altra mistificazione che si sta protraendo volontariamente - e di chiedere scusa, informandomi di aver corretto il suo testo.