sabato 12 novembre 2016

Italia
(a cura Redazione "Il sismografo")
(LB) In alcuni ambienti giornalistici e non solo, e anche nei social-media, da alcune ore si pongono non pochi dubbi e si esprimono delle perplessità in merito alla vera natura e dinamica dell'intervista di Eugenio Scalfari al Papa, pubblicata ieri venerdì 11 novembre su La Repubblica. Dubbi e perplessità che forse andrebbero chiariti. 
L'incontro tra il Santo Padre e il fondatore della testata sarebbe durato 40 minuti circa e la conversazione (7 novembre), come nel caso delle prime interviste (1° ottobre 2013 e 13 luglio 2014), non è stata registrata; dunque è una conversazione senza supporto. Non è stata nemmeno un'intervista a regola d'arte, domande e risposte. Il giornalista non ha chiesto formalmente un'intervista. Ha chiesto un incontro personale. 
Eugenio Scalfari ancora una volta avrebbe costruito "l'intervista", usando la tecnica della domanda/risposta basandosi però sulla sua memoria e sulle sue conoscenze e, ovviamente, non su contenuti registrati. Ciò apparirebbe molto chiaro in virgolettati del Papa che non appartengono al suo linguaggio e naturalmente alla sua formazione teologica, in particolare quando si fa riferimento alle parole di Gesù. Ad alcuni sorprende anche la pubblicazione di questa "intervista" sulle pagine dell'Osservatore Romano che l'opinione pubblica interpreta come crisma di ufficialità.
La questione è delicata poiché riguarda parole e pensieri attribuiti al Santo Padre e sui quali, come già succede, si prendono posizioni o si fanno affermazioni arbitrarie perché senza fondamento.
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