giovedì 17 novembre 2016

Italia
Quei bambini 'senza'. Un minore su tre povero
Avvenire
(Daniela Fassini) Quasi un minore su tre è un bambino 'senza', a rischio povertà. Senza scuola, senza giochi, senza sport. Mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10, vivono senza riscaldamento. Sono migliaia e migliaia i piccoli e i ragazzi fotografati nel 7imo Atlante dell' Infanzia (a rischio) 'Bambini, Supereroi' di Save the Children - l' Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti -. Storie e numeri di bambini poveri che non vivono nel Sud del mondo, ma in Italia.
Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l' abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa. Nelle regioni del nord, il 9,6% dei bambini fino a 15 anni non dispone di uno spazio adeguato per fare i compiti. Sempre nelle regioni del nord, più di 1 bambino sotto i 15 anni su 10 non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici, e più di 1 su 5 non trascorre almeno una settimana di vacanza all' anno lontano da casa. 
Anche in una delle regioni più ricche d' Italia, la Lombardia, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, è di poco inferiore alla media nazionale (14,7%), e tocca comunque il 13,1%, mentre quasi 1 alunno di 15 anni su 7 non raggiunge le competenze minime in matematica e più di 1 su 10 quelle in lettura. «Dobbiamo considerare l' infanzia in Italia come un vero e proprio tesoro, che va difeso e protetto ad ogni costo: per far questo occorre conoscerlo, comprenderne i problemi e mappare in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose, come raccontano le pagine e le mappe del nostro Atlante. Solo così potremo sperare di dare un futuro diverso a migliaia di giovani svantaggiati di questo Paese », ha dichiarato Valerio Neri, Direttore generale di Save the Children Italia. 
In Italia sono sempre meno i bambini. Il tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, si sta abbassando di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno. Il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale (poco più di 10 milioni di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni). Fanalino di coda in Ue Il nostro Paese, del resto, presenta livelli di povertà minorili superiori alla media europea: quasi 1 minore di 17 anni su tre (32,1%) è a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia, ben 4 punti e mezzo sopra la media europea (27,7%). Olanda e Germania, grazie a un sistema di welfare efficace, riescono ad esempio a contenere tale rischio sotto la soglia del 20%. 
Per affrontare la questione della povertà, l' Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat (2013) destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% contro 8,5%), mentre i fondi destinati a superare l' esclusione sociale sono pari appena allo 0,7% contro una media europea dell' 1,9%. Gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori del 10%, un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, considerando che mediamente in Ue gli interventi sociali riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%.