mercoledì 9 novembre 2016

(Enzo Bianchi) Concepita la religione «come mediazione tra l' eterna Parola di Dio e il perenne divenire del mondo», anche la creazione può essere letta non come evento accaduto alle origini bensì «come eterna offerta di senso» a questo «perenne divenire» che caratterizza il mondo nell' attesa escatologica del ritorno del Signore e della venuta del suo Regno. Ecco perché il libro di Pietro Prini Lo scisma sommerso, ripubblicato con merito da Interlinea, è ancora un testo da leggere perché fa discutere.Le pagine del filosofo cattolico appaiono tuttora attualissime, probabilmente anche perché la sua riflessione sullo 'scisma' in atto nella Chiesa (cattolica principalmente) indica una tendenza legata solo fino a un certo punto a precisi eventi e comportamenti. Ricordare, come fa l' autore di queste pagine, che «forse spetta proprio alla religione il compito irrinunciabile di testimoniare alla tecnica che il veramente nuovo è soltanto ciò che vale veramente, ciò che veramente merita di essere » significa innescare un processo di costante verifica di quanto avviene e delle ricadute non solo sociali ma anche personali dei mutamenti nell' etica condivisa. La tesi di fondo è quella di un «distacco sommerso di molti fedeli dalla soggezione agli insegnamenti della gerarchia ecclesiastica » soprattutto in campo morale: se ciò preclude uno sviluppo più meditato alle osservazioni sollevate, nondimeno oggi fornisce una chiave di lettura a situazioni che l' autore all' epoca non poteva nemmeno immaginare. Da tempo vado ripetendo che si è ormai introdotta una crepa nella Chiesa del nostro Paese: a poco a poco e in modo sempre crescente appare la diversità, fino a essere una vera e propria opposizione, tra cattolici che vogliono ispirarsi al Vangelo e cattolici che definirei «del campanile», per i quali la prima preoccupazione è la tradizione, l' identità cattolica localista. Non è purtroppo una novità nella storia della nostra Chiesa: come dimenticare l' orgogliosa affermazione di Benito Mussolini «Io sono cattolico e anticristiano!»? Questa crepa ha tutte le caratteristiche di uno 'scisma', cioè di un progressivo allontanamento di due 'parti' dovuto a un' incomprensione del linguaggio e a un' estraneità reciproca sempre più accentuata. Così la Chiesa che trova molte testimonianze e alcune ispirazioni in papa Francesco sempre di più viene sentita come una novità offensiva rispetto alla religione praticata e vissuta. Lo rivelano reiterati episodi di cronaca quotidiana che, proprio per essere tali, manifestano una tendenza in atto. Un presbitero chiede che la «preghiera dell' alpino » non sia letta in chiesa a motivo di espressioni non pacifiche e difformi dallo spirito del Vangelo, ed ecco che popolo e politici insorgono, invocando una tradizione cattolica che in realtà risale all' epoca della prima guerra mondiale e al clima bellicoso di quella tragica stagione. In un' altra regione italiana un vescovo chiede che la libertà religiosa sia garantita a tutti, e quindi che anche i musulmani possano avere il loro luogo di culto, la moschea, e subito nasce una chiassosa opposizione da parte della gente, mentre i governanti alimentano la paura dello straniero, del diverso. E ancora, in una scuola cattolica sono ammessi bambini musulmani e sono proprio i genitori che si proclamano cattolici a organizzare la protesta. Si potrebbe continuare con altri tristi esempi, a volte purtroppo offerti dagli stessi presbiteri, che rifiutano il funerale agli immigrati, o li additano come futuri occupanti delle chiese per altro sempre più deserte… Sì, siamo in una situazione di aporia, di incertezza e anche di 'scisma' non più occulto tra posizioni e 'gente di Chiesa'. Di fronte a tale scenario, indubbiamente si possono nutrire sentimenti di rincrescimento e di preoccupazione, ma credo si debba anche riconoscere che questo è il prezzo da pagare perché il Vangelo emerga con la sua egemonia nella comunità cristiana. È il Vangelo, infatti, che ha cambiato e cambia il nostro modo di essere cattolici, che ci ricorda che siamo cristiani perché discepoli di Gesù ben prima di esserlo per tradizione, cultura, appartenenza a una terra e a una storia. C' è stata purtroppo una confusione tra carattere popolare della fede cristiana e appartenenza culturale tipica della 'religione civile', e così oggi dei cattolici che si pensavano tra i più militanti si ritrovano in contraddizione con l' emergere del primato del Vangelo. E significativamente in contraddizione - e in modo speculare a quanto denunciato da Prini nel campo dell' etica sessuale - anche con il magistero di papa Francesco, che quando interviene sulla condizione dei migranti, sulla loro mancata accoglienza in Europa, sulla bontà dell' incontro tra persone di diversa cultura, religione e terra, finisce per infastidire ed essere sordamente contestato, in ogni caso non ascoltato. Temo che nei prossimi anni questo 'scisma', come quello evocato da Prini in un libro da leggere e discutere, sarà sempre meno 'sommerso' e, come sempre, chi vorrà seguire solo il Vangelo sarà perdente, mentre la religione troverà nuovi assetti mondani. Ma il Vangelo, come fuoco deposto sotto la brace, anche se coperto di cenere, divamperà ancora!