giovedì 24 novembre 2016

La Civiltà Cattolica
Non legate le tube ecclesiali. Lasciate che la chiesa madre abbia figli!
In uscita nel quaderno 3995 de La Civiltà Cattolica e sul suo sito internet a partire da oggi alle ore 11,45. Nello stesso fascicolo p. Cesare Giraudo spiega perché la “riforma della riforma” liturgica è un errore
Roma, 24 novembre 2016. Oggi bisogna «avere l’audacia profetica di non avere paura». Queste le parole di papa Francesco nelle prime battute del colloquio del 24 ottobre scorso con i gesuiti riuniti nella loro 36a Congregazione Generale che La Civiltà Cattolica pubblica in forma integrale nel quaderno in uscita, e a partire dalle ore 11,45 sul suo sito internet.Sentendosi «in famiglia» Francesco ha risposto all’impronta alle domande dei delegati, affrontando e approfondendo diversi argomenti.
Mancano grandi politici. Per il Santo Padre la politica, la «grande politica», è un «lavoro artigianale per costruire l’unità dei popoli e l’unità di un popolo in tutte le diversità che ci sono all’interno». Ma sente che oggi «mancano quei grandi politici che erano capaci di mettersi sul serio in gioco per i loro ideali e non temevano né il dialogo né la lotta, ma andavano avanti con intelligenza». Il Papa lamenta pure il fenomeno per cui «quando si esauriscono i periodi costituzionali di mandato, subito si cerca di riformare la Costituzione per restare ancora». È un frutto della corruzione.
Sul suo magistero. Papa Francesco è tornato ancora una volta sul significato del proprio magistero, ricordando ai critici che «la morale usata in Amoris laetitia è tomista, ma quella del grande san Tommaso» non quella della «scolastica decadente» seguita da alcuni teologi. Ha definito Evangelii gaudium «una cornice» del suo Pontificato su cui bisogna «continuare a lavorare», e Laudato Si’ un’enciclica «sociale», non un’enciclica «verde».
Verso il prossimo Sinodo dei vescovi. A proposito della formazione dei sacerdoti, che sarà un tema importante del prossimo Sinodo, Papa Francesco ha lamentato la «carenza» del discernimento, e si è espresso contro la tentazione della «rigidità», che oggi «in una certa quantità di seminari è tornata a instaurarsi». Collegando la crisi delle vocazioni al clericalismo, Francesco sostiene che esse invece esistono: «non promuovere vocazioni locali è una legatura delle tube ecclesiali. È non lasciare che quella madre abbia figli suoi».
La povertà, «madre» e «muro». Un tema consueto per Papa Francesco è quello della chiesa povera. In questa occasione ha ricordato che per Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, «la povertà è madre e muro. La povertà genera, è madre, genera vita spirituale, vita di santità, vita apostolica. Ed è muro, difende. Quanti disastri ecclesiali sono cominciati per mancanza di povertà».
Una riflessione importante riguarda pure la difesa delle culture indigene, nel passato vittime di un certo «centralismo romano» che ha bloccato pionieri dell’evangelizzazione.
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Nel quaderno 3995 de La Civiltà Cattolica, in evidenza l’articolo di Cesare Giraudo S.I., che fa un bilancio della riforma liturgica a 50 anni dal Vaticano II, spiegando perché il Papa — in una recente intervista a p. Antonio Spadaro — ha detto che si tratta di un errore parlare di “riforma della riforma” liturgica, e perché ha giudicato come sbagliate riforme che mettano in discussione quanto affermato dalla Sacrosantum Concilium.
Gli altri articoli del quaderno: in «Letterati confuciani e primi gesuiti in Cina», Antonio Spadaro S.I. e Antonio De Caro mostrano la centralità dell’amicizia come base del dialogo interreligioso alla luce della predicazione dei missionari gesuiti in Cina; «Nei tuoi occhi è la mia parola» è il testo integrale dell’intervento del card. Pietro Parolin alla presentazione del volume omonimo che raccoglie le omelie e i discorsi di mons. Bergoglio (1999- 2013); ne «La frontiera come un ponte. La sfida delle migrazioni in America Latina e nei Caraibi», Mauricio Garcían Durán S.I. e Gina Paola Sánchez González fotografano il versante americano della sfida globale delle migrazioni e tentano di spiegare come proprio la sempre più limitata e drammatica possibilità di spostamento delle persone rafforzi proprio le cause dei flussi migratori; in «La Rai e il servizio pubblico» Francesco Occhetta S.I. si chiede come ridefinire la mission della Rai oggi, di fronte alle «sfide classiche di educare, informare e intrattenere»; GianPaolo Salvini S.I. ci spiega cose ciò che è davvero nuovo (e ciò che non lo è) nelle «Nuove indicazioni sulla cremazione»; Massimo Pampaloni S.I. traccia il profilo di p. Nazareno Taddei, nel decennale della sua morte: un pioniere della comunicazione e dell’analisi dei massmedia; Virgilio Fantuzzi S.I. sul confronto tra due famiglie che «non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra» in «Ma Loute», un film di Bruno Dumont. Infine, lo spazio per la nostra consueta rassegna bibliografica.