mercoledì 23 novembre 2016

Italia
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Preoccupato per l'andazzo che prendeva l'informazione, non solo in Italia, riguardo a quanto deciso da Papa Francesco e comunicato nella sua Lettera apostolica "Misericordia et misera" sull'estensione permanente a tutti i sacerdoti della facoltà di assolvere il peccato dell'aborto, ho passato buona parte della giornata a leggere decine di articoli sulla questione. Un parte importante del tempo l'ho dedicata, con meno entusiasmo e simpatia, a tracciare testi e pensieri sui social-media, in particolare di alcuni conosciuti avventori dei bar Twitter e Facebook. Volevo capire come e perché su quanto scritto dal Papa fosse nata una così gigantesca mole d'informazione fuorviante, pressapochista e a volte palesemente falsa. Alle fine mi è sembrato di aver afferrato alcune cose importanti e forse chiavi di lettura per capire quanto accaduto, e in conseguenza anche come sta funzionando il circuito informativo. A conclusione mi sono posto alcune domande sulla comunicazione vaticana.
Premessa
Il Papa nella Lettera scrive: "Perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente."
Una parte consistente, forse maggioritaria della stampa (anche Tv), in numerose lingue (italiano, inglese e spagnolo), e pure i social, hanno provato invece - con successo - a far passare affermazioni del tipo: Francesco apre all'aborto; aborto, non ci sarà più la scomunica; aborto, donne e medici vanno sempre assolti; Francesco e la svolta sull'aborto; Aborto, la chiesa volta pagina; Aborto si cambia…
Le agenzie.
Per prime e quasi in tempo reale le più importanti agenzie internazionali hanno impostato la notizia in termini equivoci, falsi o manipolati. Da subito hanno offerto una lettura e una interpretazione del paragrafo 12 della Lettera che sembravano scritte a prescindere da quanto si poteva e doveva leggere e capire nel documento. Insomma, hanno fatto dire a Papa Francesco cose mai dette creando confusione, disorientamento, dubbi e perplessità... in una parola: disinformazione!
Le testate online e cartacee.
Poi, la valanga, in poche minuti, si è riversata sulle testate online quali semplici megafoni delle agenzie e, ovviamente, il successivo passaggio alle testate cartacee di ieri è stato quasi naturale. In poche ore l'informazione internazionale si è riempita di affermazioni non veritiere o semplicemente false. In concreto è passata l’idea che la Chiesa in materia di aborto è all’inizio di un cambiamento della dottrina e ciò grazie al “coraggio di Papa Francesco”.
Le poche voci ...
I pochi, più seri e precisi, che hanno provato a mettere le idee in ordine, rispettando la verità dei fatti, e del testo, sono stati rapidamente sommersi dalla valanga pressapochista e fuorviante. Qualche chiarimento da parte di alcuni vaticanisti, di mons. Fisichella e di mons. Galantino, e numerosi vescovi sparsi per il mondo, è riuscito a confutare parzialmente quanto si era detto e scritto. Ma nulla di più. Al termine della giornata c'erano le solite due versioni: quella vera, del documento del Papa, minoritaria, e messa in ombra da quella mediatica, non vera, e monopolizzatrice dell'informazione.
I social-media
Il colpo finale è arrivato dal parassitismo dei social-media dove i titolari degli account si nutrono di ciò che leggono online e che - a secondo dei gusti e delle scelte personali, nonché da ciò che riescono a capire su materie complesse e delicate - rilanciano e amplificano senza particolare cura per la verità dei fatti. Sono insindacabili e possono scrivere ciò che vogliono, a piacere. Spesso nei social le castronerie ripetute all'infinito, copiate ed incollate all'ingrosso, diventano "verità".
I media vaticani
Ho atteso fino alla fine della giornata una Nota di chiarimento e precisazione dei media istituzionali del Vaticano, quelli ufficiali. Non è arrivata, purtroppo. Forse si è ancora in tempo per intervenire. Un dovere del giornalismo cattolico, insegna san Francesco di Sales, è quello di confutare gli errori e le falsità. Ieri non è accaduto.