sabato 26 novembre 2016

Italia
La carta d’identità di Albino Luciani
L'Osservatore Romano
A quasi tre mesi dall’inaugurazione, avvenuta lo scorso 26 agosto, il museo Albino Luciani (Musal) a Canale d’Agordo si arricchisce di nuovi cimeli appartenuti al “Papa del sorriso” nel corso della sua vita pastorale. Tra i doni c’è lo zucchetto episcopale, che si aggiunge così allo zucchetto patriarcale e a quello papale già presenti all’interno del museo. Il copricapo rosso, indossato da Luciani in occasione della nomina, da parte di Paolo VI, a capo del patriarcato di Venezia è stato consegnato da monsignor Ettore Fornezza insieme con un biglietto autografo del 1971 che lo stesso patriarca Luciani inviò ai chierichetti della sua diocesi augurando loro buona Pasqua. Don Andrea Tison, già parroco di Canale d’Agordo, ha donato alcuni oggetti personali appartenuti a don Albino: tra questi, un apparecchio telefonico e una teca d’argento per la conservazione del santissimo viatico, utilizzata da Luciani per portare l’eucaristia ai malati e agli infermi quando era prete e vicario generale della diocesi di Belluno-Feltre. Inoltre don Tison ha consegnato a Loris Serafini, curatore del Musal, fotografie dell’Osservatore Romano raffiguranti alcuni momenti del papato di Giovanni Paolo I e la visita di Giovanni Paolo II a Canale d’Agordo. Il Musal ha quindi ricevuto un altro prezioso documento: la carta d’identità di Albino Luciani del 1976, quando era patriarca di Venezia. Questo cimelio, arrivato dal Belgio grazie a padre Johan Goossens, priore dell’abbazia di Sankt Norbert a Grimbergen, è stato accolto con grande emozione poiché viene a sostituire la fotocopia del documento esposta finora al museo.
L'Osservatore Romano, 25-26 novembre 2016