mercoledì 16 novembre 2016

Italia
«Famiglie, basta navigatore. L'ora della responsabilità»
Avvenire
(Luciano Moia) Gli spunti che disorientano - e quindi obbligano a riflettere - sono arrivati a raffica. «Nella toponomastica di papa Francesco il tom tom non funziona più: devi navigare a vista, devi ascoltare, pazientare», ha detto l' arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi. «Non sono le famiglie a dover essere più Chiesa. È la Chiesa che deve diventare famiglia, che deve assumere le dinamiche familiari», ha spiegato l' arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita.
«Nella misura in cui siamo capaci di farci carico del fatto che non siamo più schiavi della legge ma figli della libertà della Grazia, l' Amoris laetitia è facile da comprendere », ha chiarito il vescovo di Fiesole, Mario Meini, vicepresidente Cei per il Centro Italia. «Quello di sposi e genitori è un martirio quotidiano vissuto nella concretezza di ogni giorno», ha suggerito il vescovo Nicolò Anselmi, ausiliare di Genova e segretario della Commissione episcopale Cei famiglia, giovani e vita. 
Quattro spunti tra le decine di suggestioni offerte dal Convegno organizzato dall' Ufficio famiglia Cei che ha visto lo scorso week-end radunati ad Assisi oltre 500 responsabili diocesani di pastorale familiare. Al centro della riflessione l' esortazione postsinodale di papa Francesco e lo sforzo di tradurre in percorsi pastorali le indicazioni di un testo che invece, per esplicita dichiarazione del suo autore, non vuol essere elenco di precetti, non vuole «dominare spazi, ma generare processi». 
Soprattutto quando affronta gli snodi più impegnativi della vita di coppia e di famiglia, offrendo prospettive teologiche e pastorali che sembrano rivoluzionarie ma che si innestano coerentemente sul magistero dei pontefici precedenti. «Si tratta di passare dalla Familiaris Consortio all' Amoris laetitia. Con la stessa consapevolezza, con le stesse note - hanno fatto notare nella loro introduzione don Paolo Gentili, direttore dell' Ufficio Cei per la famiglia, con i collaboratori Giulia e Tommaso Cioncolini - è stata scritta una musica completamente nuova, a dispetto di coloro che 'ciechi e guide di ciechi' vorrebbero oscurare l' opera dello Spirito». 
Questo sapore di novità, questa ricchezza di spunti che sa guardare in faccia la realtà senza idealismi, ma anche senza fare sconti, si concretizza nell' educazione all' amore, nei cammini di preparazione al matrimonio, nell' accompagnamento dei primi anni della vita matrimoniale, nella spiritualità coniugale e familiare, nell' accompagnamento delle famiglie ferite. Tema su cui si è soffermato in particolare don Roberto Malpelo, presidente del Tribunale ecclesiastico regionale della Toscana, in un approfondimento sulle novità relative alle procedure di verifica della nullità matrimoniale. 
Nella "tre giorni" di Assisi grande rilievo ha poi assunto la tavola rotonda su "Accompagnare, discernere e integrare l' amore fragile nella post- modernità" condotta dalla teologa Laura Viscardi. Nei box qui sotto una sintesi degli interventi dei quattro protagonisti.