lunedì 14 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Caro Marco Tosatti, con sorpresa ho letto il tuo post a proposito di una breve nota da me scritta in merito all'intervista di Eugenio Scalfari a Papa Francesco del 7 novembre scorso e resa pubblica venerdì 11 su Repubblica. Temo che dovrai riscrivere il tuo articolo, e mi dispiace per la fatica, perché mi fai dire cose che non ho mai detto né scritto e, di conseguenza, scrivi cose false. Mi dispiace che tu, nonostante la tua bravura ed esperienza, abbia preso alla lettera un testo dello statunitense Edward Pentin del National Catholic Register, pubblicato in inglese, e non abbia letto o consultato il mio testo originale. Sarebbe bastata una semplice operazione di fact checking che qualunque persona dedita al giornalismo dovrebbe conoscere e di cui oggi, in questo ambiente, si sente una sempre maggiore necessità. Per tua conoscenza, e con una dedica personale e affettuosa, ti riporto il mio testo originale in calce nella speranza che ti chiarisca le idee, ora un po' confuse.
Caro Marco,
hai scritto: "Il National Catholic Register pubblica un’interessante colloquio di Edward Pentin con Luis Badilla Morales."
Falso. Non no ho mai parlato con il dr. Pentin. Non l'ho mai visto in vita mia. Lui ti potrà dire lo stesso.
Se parli con il dr. Pentin dovrai dirgli che, non essendo italiano, e certamente conoscendo poco la tua lingua, non ha capito nulla del mio articolo. Non ho mai scritto che l'intervista di Scalfari con il Papa "è insopportabile" come ha tradotto in modo errato e grossolano Pentin, cosa che tu provi a rilanciare senza un minimo controllo.
Io, caro Marco, ho scritto che non risulta che della conversazioni ci sia un "supporto" che come te ben sai significa "registrazione".
Ps. Un ultimo avviso, non solo hai sbagliato il testo ma anche la foto, in quella che hai pubblicato nel tuo articolo compare l'immagine di un'altra persona, non è la mia. Ti consiglio caldamente  di cambiarla, non fosse altro che questa persona si potrebbe, giustamente, infastidire.
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Il mio post del sabato 12 novembre alle ore 17.49
Scalfari: lo scritto pubblicato su La Repubblica è veramente una nuova intervista con Papa Francesco?

(LB) In alcuni ambienti giornalistici e non solo, e anche nei social-media, da alcune ore si pongono non pochi dubbi e si esprimono delle perplessità in merito alla vera natura e dinamica dell'intervista di Eugenio Scalfari al Papa, pubblicata ieri venerdì 11 novembre su La Repubblica. Dubbi e perplessità che forse andrebbero chiariti.
L'incontro tra il Santo Padre e il fondatore della testata sarebbe durato 40 minuti circa e la conversazione (7 novembre), come nel caso delle prime interviste (1° ottobre 2013 e 13 luglio 2014), non è stata registrata; dunque è una conversazione senza supporto. Non è stata nemmeno un'intervista a regola d'arte, domande e risposte. Il giornalista non ha chiesto formalmente un'intervista. Ha chiesto un incontro personale.
Eugenio Scalfari ancora una volta avrebbe costruito "l'intervista", usando la tecnica della domanda/risposta basandosi però sulla sua memoria e sulle sue conoscenze e, ovviamente, non su contenuti registrati. Ciò apparirebbe molto chiaro in virgolettati del Papa che non appartengono al suo linguaggio e naturalmente alla sua formazione teologica, in particolare quando si fa riferimento alle parole di Gesù. Ad alcuni sorprende anche la pubblicazione di questa "intervista" sulle pagine dell'Osservatore Romano che l'opinione pubblica interpreta come crisma di ufficialità.
La questione è delicata poiché riguarda parole e pensieri attribuiti al Santo Padre e sui quali, come già succede, si prendono posizioni o si fanno affermazioni arbitrarie perché senza fondamento.