giovedì 17 novembre 2016

Europa
Migranti, la strage nel Mediterraneo
Il Sole 24 Ore
(Marco Ludovico) Da gennaio a ottobre, cercando di raggiungere l' Europa sono morti 4.899 migranti. Nel Mediterraneo, 3.654 disperati hanno perso la vita. Eppure i flussi sono in continuo aumento. Ieri la Guardia costiera ha salvato 580 immigrati al largo della Libia. Fino a oggi in Italia sono sbarcati 167.148 stranieri: +16,41% rispetto all' anno scorso, secondo i dati del ministero dell' Interno guidato da Angelino Alfano. Nei prossimi prossimi giorni il loro numero supererà la cifra record del 2014, quando a fine anno ne arrivarono 170.100: lo ha confermato ieri il capo dipartimento Libertà civili del ministero dell' Interno, Mario Morcone, in audizione al Senato.
Non c' è fine, insomma, a uno scenario sempre più drammatico. E sempre più problematico. Accoglienza sotto stress Se al 31 dicembre dell' anno scorso erano state accolte 103.792 persone, a oggi il sistema ne ospita 176.645. «Viaggiamo verso le 200mila persone - ha detto Morcone - un numero che se fosse supportato dagli 8mila sindaci non creerebbe alcun problema sul territorio». Al contrario «c' è un' insofferenza sui territori diffusa, per motivazione più varie. E questo determina difficoltà per i prefetti a trovare soluzioni». 
I Comuni impegnati oggi sono circa 2.600. Accade persino che diventino «difficili o di scarso successo i tentativi di mediazione per spiegare e ottenere un' accoglienza diffusa, che è la strada vera che intendiamo intraprendere e portare avanti». Ma una questione più ampia rende il quadro insostenibile. «C' è una politica ostile, non al nostro Paese ma più in generale sui migranti - dice Morcone - che tende a scaricare brutalmente e senza alcuna condivisione sui Paesi di sbarco» il peso delle migrazioni «senza alcuna politica di condivisione vera e nonostante i trattati che tutti i Paesi hanno firmato». 
I dubbi sulla denuncia Amnesty Il rapporto di Amnesty su presunti pestaggi delle forze di polizia contro i migranti ospitati negli hotspot contiene una serie di «falsità» e viene da chiedersi perché l' organizzazione «non si è rivolta alla magistratura» osserva il prefetto Morcone. Che precisa: «È completamente infondata e falsa l' affermazione che le forze di polizia avrebbero in dotazione manganelli che danno scariche elettriche». 
Il prefetto, poi, riconosce: «È vero che i migranti restano negli hotspot oltre le 48 ore previste dalla legge. Ma a differenza di quanto dice Amnesty, la permanenza non è data dal desiderio di torturare o far del male ai migranti, ma dalla difficoltà di trovare posto o le soluzioni adeguate per i minori, che saremo costretti a lasciare in giro e non possiamo». Il rapporto Anci-Caritas-Migrantes Ieri è stato presentato il rapporto Anci, Caritas, Cittalia, Fondazione Migrantes e dal servizio centrale dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in collaborazione con l' Unhcr. 
È stato calcolato che circa 34mila persone al giorno nel 2015 sono state costrette a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti e di situazioni di crisi: una media di 24 al minuto. Lo studio ha contato, lo scorso anno, un milione e 393.350 domande di protezione internazionale nell' Ue, che vede la Germania primeggiare con 476.620 istanze presentate (il 36% del totale) seguita da Ungheria, Svezia, Austria e Italia. I cinque Paesi raccolgono tutti insieme il 74,8% delle domande nel Vecchio continente. Ma non tutti, nel frattempo, hanno trovato ospitalità nell' Ue. 
Nel 2015 il 98% dei rifugiati ha optato per altri Paesi: la Turchia, con 2,5 milioni di persone, seguita dal Pakistan (1,6 milioni) e dal Libano (1,1 milioni). Sempre nel 2015 i principali Paesi di origine dei migranti sono stati la Siria (4,9 milioni), l' Afghanistan (2,7 milioni) e la Somalia (1,1). Il dramma dei minori Il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, ha acceso un faro sulla situazione dei minori non accompagnati: «Un ambito numericamente quasi raddoppiato nel 2016 rispetto al 2015, che vede un' accoglienza fatta ancora in strutture straordinarie (12mila su 14mila)». 
I minori migranti non accompagnati arrivati in Italia l' anno scorso sono stati 12.360 mentre dal 1° gennaio 2016 fino a oggi ne sono sbarcati 22.8772. Tra le richieste delle organizzazioni che hanno redatto il Rapporto alcune riguardano le tematiche legate alle frontiere. Si sollecitano i Paesi Ue ad «ampliare i canali umanitari in ingresso nell' Ue, anche attraverso il rilascio di visti da richiedere alle ambasciate dei Paesi di transito e origine». Ipotesi caldeggiata dal sottosegretario all' Interno Domenico Manzione: «Questo è un punto centrale per cercare di dare una soluzione strutturale a un fenomeno strutturale». 
Asilo, stop al regolamento Ue La commissione Affari costituzionali della Camera ha espresso parere negativo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui meccanismi di determinazione dello Stato Ue competente per l' esame delle domande di asilo. Il parere negativo è stato espresso all' unanimità.