lunedì 28 novembre 2016

L'Osservatore Romano
Inizia a Cuba il dopo Fidel Castro. A pochi giorni dalla scomparsa dello storico leader, i cubani s’interrogano sul futuro del loro paese e sulle prospettive a breve e a lungo termine. La settimana sarà caratterizzata da numerose commemorazioni. Migliaia di persone sono già attese oggi nella piazza della Rivoluzione all’Avana, dalla quale Castro si è rivolto in tante occasioni ai cubani. L’addio finale, con tutti gli onori di stato, si terrà il 4 dicembre a Santiago de Cuba. Sono arrivati sull’isola centinaia di giornalisti.Testimoni locali parlano di un paese in lutto profondo, dove le principali attività sono ferme e le bandiere a mezz’asta. Il corpo di Castro — dicono i media — è stato cremato; tuttavia, non si hanno ancora conferme ufficiali. A ogni modo, le ceneri del leader dovrebbero esser state raccolte in un’anfora che verrà esposta all’inizio delle commemorazioni. Dal 30 novembre al 4 dicembre, inoltre, le ceneri percorreranno l’isola, toccando i luoghi che hanno scandito la storia della rivoluzione cubana.
Sul fronte esterno, si susseguono le polemiche. «Tendiamo la mano dell’amicizia al popolo cubano» ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alcune ore dopo l’annuncio della morte di Castro. «La storia giudicherà l’enorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul mondo attorno a lui», si legge in una nota. Molto diversa la reazione del presidente eletto, Donald Trump. In una nota, Trump ha assicurato che farà di «tutto» per contribuire alla «libertà e alla prosperità» del popolo cubano, dopo la morte di Castro definito «un dittatore brutale, che ha oppresso il suo popolo». Oggi, intanto, il presidente russo, Vladimir Putin, ha comunicato che non si recherà a Cuba il 4 dicembre. A guidare la delegazione russa sarà il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin.
L'Osservatore Romano, 28-29 novembre 2016.