domenica 13 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) E' stato annunciato ufficialmente a Cuba e in Colombia che il Governo del Presidente Manuel Santos, Premio Nobel per la pace 2016, e l'ex guerriglia delle Farc hanno raggiunto un accordo definitivo e hanno firmato un nuovo documento che raccoglie buona parte delle critiche e perplessità dei partiti che nel referendum del 2 ottobre rifiutarono il primo documento. Per ora il testo del nuovo Accordo della rinegoziazione non è stato reso pubblico. Non si conosce neanche con quale meccanismo sarà sancito ufficialmente la nuova intesa.
Il leader del "no", l'ex Presidente A. Uribe, ha chiesto che il documento firmato non sia ritenuto definitivo e che venga sottoposto ancora ai partiti e gruppi sostenitori del rifiuto del primo accordo. Intanto Santos ha informato  il Paese che delle 57 osservazioni fatte all'Accordo, solo in un caso non vi è stato progresso, vale a dire in quella in cui si stabilisce l'eleggibilità di membri dell'ex guerriglia cosa che signficherebbe negare alle Farc, nei fatti, la sua partecipazione in politica come partito costituzionale.
"L'accordo del 26 settembre scorso, ha detto il Presidente, era il migliore possibile allora. Con umiltà riconoscono che questo nuovo accordo è ancora meglio poiché dà risposte a molte critiche".
Le agenzie informano che "uno dei negoziatori del governo ha precisato che una delle novità rilevanti rispetto all'intesa di agosto è l'obbligo per le Farc di presentare un inventario completo delle sue proprietà da destinare ai risarcimenti alle vittime. Sono stati poi eliminati i magistrati stranieri dai tribunali speciali di pace, anche se vi saranno osservatori di altri Paesi. È stato messo nero su bianco che il gruppo della guerriglia dovrà fornire informazioni "esaustive e dettagliate" sul suo coinvolgimento nel traffico di droga. Altri dettagli li ha fornito Santos in un breve discorso. Il capo dello Stato colombiano ha detto che nel nuovo testo vengono definite con precisione "le restrizioni della libertà" a cui saranno sottoposti i membri delle Farc. È stata quindi recepita una delle obiezioni principali del fronte del 'no' al referendum. Nulla da fare invece su un altro dei passaggi più contestati della prima intesa, quello dell'eleggibilità dei leader delle Forze armate rivoluzionarie a cariche pubbliche: il Presidente ha spiegato che questo è l'unico dei 57 punti oggetto di rinegoziazione su cui le Farc non hanno fatto alcuna concessione, malgrado gli sforzi della delegazione governativa."