venerdì 25 novembre 2016

Cina
94 ani fa, il primo Delegato apostolico in Cina: Celso Costantini, "fedele interprete del ministero petrino"
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) In un precedente testo abbiamo ricordato mons. Riberi (1897 - 1967 ), primo Internunzio apostolico della Chiesa Cattolica in Cina, la cui nomina avvenne 70 anni fa (luglio 1946). Prima di lui però era stato nominato, il 12 agosto 1922, il primo Delegato apostolico in Cina, mons. Celso Costantini.
Nato a Castions di Zoppola il 3 aprile 1876 fu da giovanissimo avviato alla carriera edile dal padre, tanto che alla sola età di 11 cominciò a fare il muratore prima di entrare in seminario nel 1892 a Portogruaro, dove compì i suoi studi secondari fino al 1897. Si trasferì quindi a Roma dove si laureò in filosofia presso l'Accademia romana di san Tommaso nel 1899. Al termine di quello stesso anno rientrò a Portogruaro e ricevette l'ordinazione sacerdotale cominciando poi a svolgere per molti anni la sua attività pastorale in tutto il Veneto, particolamente attiva, negli anni della Prima Guerra Mondiale, a sostegno delle famiglie, degli orfani e di tutti quei civili coinvolti dal conflitto.
Come si è detto 12 agosto 1922 divenne primo delegato apostolico in Cina, l'8 novembre giunse a Hong Kong e il 29 dicembre a Pechino. A mons. Costantini toccò il compito di realizzare i nuovi programmi della Santa Sede: potenziare nelle missioni l'importanza del clero indigeno, fino ad allora tenuto in posizione subordinata, e sottrarre le missioni a qualsiasi tipo di protettorato straniero, in particolare quello della Francia, per evitare che da parte cinese esse fossero considerate come uno strumento della politica colonialista delle potenze occidentali. Nel 1924 promosse il primo Concilium Sinese (Concilio Plenario di Cina). Subito dopo questo sinodo tenuto a Shanghai ebbe l'onore di consacrare la Cina a Nostra Signora di Sheshan. Grazie alla sua opera, a Roma il 28 ottobre 1926 vi fu la consacrazione episcopale di sei vescovi cinesi, i primi dopo tre secoli, dato che il primo vescovo cinese, il domenicano Gregorio Lo (1616-1691), era rimasto senza successori.
Nel 1927 fondò la prima congregazione religiosa cinese Congregazione dei Discepoli del Signore (Congregatio Discipulorum Domini, C.D.D.), oggi diffusa in diverse parti dell'Asia; due anni dopo fondò l'università cattolica di Pechino Fu Jen e istituì un collegio cinese a Roma, adoperandosi perché anche i seminari di minori dimensioni adottassero i criteri formativi delle scuole superiori. 
All'inizio del 1933 mons. Costantini rientrò in Italia per sottoporsi a controlli medici che lo costrinsero ad abbandonare la missione in Cina. Non per questo cessò di occuparsi di problemi missionari: le nomine, il 3 dicembre 1933, a consultore della Congregazione di Propaganda Fide, il 17 dicembre 1935 a segretario e a rettore del Pontificio Ateneo urbano, gli permisero di continuare da una posizione direttiva e centrale la riforma delle missioni. 
Nel concistoro del 12 gennaio 1953 fu eletto cardinale da papa Pio XII e il 22 maggio 1954 fu dallo stesso pontefice nominato cancelliere di Santa Romana Chiesa. Il 9 giugno 1958 optò per il titolo di cardinale diacono di san Lorenzo in Damaso e il 17 ottobre di quello steso anno morì a Roma.
In questa fase di costruzione di ponti - immagine cara al magistero di Papa Francesco - tesi tra la Santa Sede e la Cina la figura di Celso Costantini è un vero e proprio punto di riferimento e d'ispirazione. A bordo dell'aereo che lo portava nelle Filippine, il 19 agosto del 2014, Papa Francesco è stato il primo Pontefice a poter entrare nello spazio aereo cinese. Così, come scrive il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin nella prefazione al libro di Christian Gabrieli, «Un protagonista tra gli eredi del Celeste Impero. Celso Costantini, delegato apostolico in Cina 1922-1933», alla domanda di un giornalista proprio su questo punto «Papa Bergoglio rispose citando la lettera di Benedetto XVI indirizzata nel 2007 ai cattolici della terra di Confucio: «Quella lettera oggi è attuale. (...) E sempre la Santa Sede è aperta ai contatti: sempre, perché ha una vera stima per il popolo cinese». Quel «sempre» ripetuto da Francesco ci riconduce al solco profondo tracciato in Cina dai suoi illustri predecessori, soprattutto da quando vi inviarono il primo delegato apostolico monsignor Celso Costantini. Questi, fedele interprete del ministero petrino, riuscì a compiere, dal 1922 al 1933, imprese che resteranno indelebili nella storia e che sono oggetto di questo studio, il quale dimostra valide le ragioni di quanti considerano Costantini l’artefice del nuovo corso della Chiesa cattolica tra gli eredi del Celeste Impero».