martedì 8 novembre 2016

Canada
25 anni fa la morte di Paul-Émile Léger: il cardinale che scelse di andare a vivere con i lebbrosi
(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) America e Africa sono stati i due continenti a cui Paul-Émile Léger, di cui ricorre il prossimo 13 novembre il 25esimo anno della scomparsa, ha dedicato la sua lunga vita. Nato in Canada nel piccolo paese di Valleyfield, poco distante da Montréal, nel 1904, già giovanissimo decise di entrare in seminario e venne ordinato sacerdote nel 1929. 
La sua carriera ecclesiastica crebbe rapidamente con l'elezione a vescovo di Montréal nel 1950 e, tre anni dopo, con il conferimento della berretta cardinalizia per mano di Papa Pio XII; fu proprio a partire dagli anni '50 che Léger diede prova del carisma e della sua capacità di riscuotere popolarità tra i suoi connazionali, in un'epoca in cui la società si apprestava a vivere grandi cambiamenti culturali, dove la religione perse progressivamente molta della sua importanza nella dimensione sociale canadese.
L'inizio della notorietà di Léger è legata a quei 15 minuti di tempo che l'emittente radiofonica CKAC gli concesse per portare il rosario nelle case degli ascoltatori, tutte le sere per il periodo di un mese, in occasione dell'Anno Santo del 1950. Al termine del Giubileo e del programma Il Rosario in famiglia, la stazione CKAC ricevette ben  30.000 lettere che chiedevano di prolungare l'appuntamento quotidiano con la cappella privata dell'arcivescovado di Montréal, da dove il rosario veniva trasmesso.
Fu in questo modo che Paul-Émile Léger portò la sua azione pastorale all'interno della società canadese, azione che negli anni seguenti si tradusse in gesti sempre più concreti di assistenza ai bisognosi, destinati in buona misura a smuovere le coscienze dei fedeli. Realtà caritative come quelle del Foyer de Charité, e l'Hôpital Saint-Charles-Borromée per malati cronici furono realizzate su sua iniziativa durante il governo di Maurice Duplessis, nel corso della quale la componente laica della società si riappropriò di molti settori fino ad allora tradizionalmente di competenza della Chiesa. 
Sarebbe tuttavia un errore credere che questa fase di cambiamenti avesse portato il cardinale Léger a diffidare della nuova società che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, stava via via prendendo forma in tutto il mondo: il vescovo di Montréal fu infatti una delle figure più attive e coinvolte nel Concilio Vaticano II, facendo addirittura parte della Commissione preparatoria di quel grande evento che traghettò la Chiesa cattolica nella contemporaneità della storia. Con posizioni sia liberali che progressive Léger fu tra i porporati più attivi del Concilio; una volta rientrato nella sua diocesi si adoperò subito per applicarne i frutti in Canada. 
A differenza di mons. Gérard Marie Coderre, vescovo di Saint Jean di Québac, il cardinale Léger non firmò il "patto delle catacombe" ma lo applicò integralmente alla sua vita. Nel 1967, due anni dopo la chiusura dei lavori conciliari, scelse di intraprendere una strada inedita e coraggiosa: rinunciò alla prestigiosa arcidiocesi di Montréal per recarsi in Africa, dove avrebbe offerto assistenza ai lebbrosi e altri indigenti del Camerun, vivendo in un semplice caravan per buona parte dei dodici anni che lì vi risiedette.
Fu l'inizio di una fase nuova della sua vita, totalmente dedicata alle aree periferiche del pianeta, che non conobbe sosta, neanche quando dovette rientrare dall'Africa per gravi problemi di salute che avrebbero messo a repentaglio la sua sopravvivenza. Dal Canada infatti continuò il suo impegno umanitario, opera per la quale fu onorato a livello nazionale e mondiale: già insignito della Gran Croce della Legion d'Onore in Francia nel 1958, ricevette anche l'Ordine del Canada e la Medaglia per la Pace Pearson, la prima nel 1968, la seconda l'anno successivo. Nel 1980 gli venne assegnato il Premio per la pace della fondazione Lester B. Pearson e nel 1983 fu il primo a ricevere il premio Maisonneuve della Società di San Giovanni Battista di Montréal; nel 1985 fu nominato gran ufficiale dell'Ordine nazionale del Québec
Ultimo dei cardinali creati da Papa Pio XII, Paul-Émile Léger morì nel 1991 all'età di 87 anni, a lui va il merito di essere stato un grande esempio di quella dottrina sociale cattolica che si perfeziona con l'enciclica Rerum Novarum e con le lettere pastorali dei pontefici successivi, come la Octogesima Adveniens, che proprio Paolo VI volle indirizzare al cardinale canadese nel 1971 proprio per ricordare l'80.mo anniversario dell'enciclica di Leone XIII.