sabato 12 novembre 2016

Argentina
Concluso a Buenos Aires il forum sudamericano per la libertà religiosa. Senza discriminazioni
L'Osservatore Romano
La capitale argentina ha ospitato in questi giorni il Forum sudamericano per la libertà religiosa. Organizzato dal Consiglio argentino per la libertà religiosa e dall’Associazione internazionale della libertà religiosa, l’evento, che si è svolto presso la sede del Governo, ha riunito ricercatori, accademici e leader religiosi provenienti da Brasile, Uruguay, Cile, Perú, Argentina, Ecuador, ma anche Spagna e Stati Uniti. L’iniziativa ha avuto lo scopo di individuare, sulla base delle esperienze concrete delle diverse comunità religiose, i principali temi legati al rapporto tra libertà religiosa e stato con particolare riferimento all’istruzione e alle pratiche di culto.
«Il forum — ha sottolineato all’agenzia Efe Darío Bruno, direttore del dipartimento affari pubblici e libertà religiosa dell’Unione argentina della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno e membro del comitato organizzatore del convegno — ha visto la partecipazione di numerosi professionisti provenienti da diversi paesi del Sud America per condividere le preoccupazioni su come garantire la libertà religiosa nelle rispettive nazioni». Bruno ha spiegato che «è abbastanza comune pensare che in Sud America non ci siano problemi con la libertà religiosa, poiché si ha diritto di riunirsi liberamente, di predicare o di fare pubblicazioni. Ma in diversi paesi del Sud America tra cui l’Argentina — ha ricordato — ci sono state limitazioni alla libertà religiosa». A suo parere una di queste “limitazioni” è il trattamento giuridico ed economico differente tra una religione e l’altra. Bruno ha inoltre annoverato tra i problemi le difficoltà che incontrano quanti professano alcune religioni nell’osservare, per esempio, il giorno di riposo previsto dalla propria fede, oppure certe discriminazioni subite nei luoghi di lavoro e in ambito educativo.
Gli organizzatori hanno sottolineato il grande il contributo delle religioni in favore della pace e della convivenza pacifica tra gli uomini e tra i popoli: «Ci sono molte sfide da affrontare. Mentre la legislazione fornisce risposte, gran parte del lavoro — hanno aggiunto — tocca a ciascuno di noi. Dobbiamo continuare a puntare sull’educazione dei nostri figli e sulla libertà affinché la sperimentino come valore fondamentale senza il quale si arriva a situazioni di intolleranza e discriminazione».
Durante il forum, ci sono stati alcuni interventi che hanno approfondito il ruolo dello Stato riguardo il rispetto della libertà religiosa, la questione dei rifugiati in relazione alla pratica religiosa, l’istruzione scolastica, l’osservanza dei giorni di riposo, l’uso dei simboli religiosi negli spazi pubblici e il finanziamento dei culti. Il forum ha affrontato anche questioni relative al dialogo interreligioso e all’impatto della fedi sulla politica internazionale.

L'Osservatore Romano, 11-12 novembre 2016