giovedì 24 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) I responsabili di UNASUR, l'Unione delle nazioni sudamericane, hanno lanciato ieri una Campagna intitolata "Sono del sud" con la quale aspirano a mobilitare in particolare i cittadini delle Nazioni dell'area (12 paesi più 4 Territori non indipendenti), che rappresentano il 63% della popolazione latinoamericana (oltre 480 milioni di persone). Alla Campagna, oltre a decine di governanti ed ex governanti, personalità della scienza, dell'arte e della cultura, dirigenti dei movimenti popolari, nonché esponenti religiosi di molte confessioni, ha dato la sua adesione anche Papa Francesco.
Così è stato confermato ieri a Quito (Ecuador) e a Bogotà (Colombia), sede dell'UNASUR, dove il Segretario generale dell'organizzazione, Ernesto Samper, - che come è noto è fortemente impegnato nel dialogo in corso tra il governo del Venezuela e l'opposizione - ha spiegato che questa mobilitazione aspira a rafforzare il senso d'identità di questi popoli; identità ritenuta una condizione necessaria per una maggiore integrazione regionale quindi per consolidare le basi della collaborazione e della convivenza pacifica. La Campagna si propone inoltre di combattere l'iniquità sociale, piaga molto grave nella regione, cercare con ampia partecipazione popolare modelli di sviluppo sostenibili, l'utilizzo razionale e intelligente delle risorse naturali con una attenzione speciale alla difesa del creato e, infine, accrescere nelle opinioni pubbliche un forte senso della democrazia come forma e meccanismo di inclusione sociale e politica.
Samper, ha voluto anche ricordare che UNASUR non è solo un coordinamento di Stati e di Governi, ma anche e soprattutto un insieme di comunità di popoli che nelle loro diversità costituiscono un grande patrimonio immateriale dell'umanità. Ana María Serrano, direttrice per le comunicazioni di UNASUR, da parte sua ha molto sottolineato l'idea che la Campagna "Sono del sud” (Soy del sur) si propone di gettare le basi per camminare gradualmente, dal basso e non dai vertici, verso l'orizzonte della "cittadinanza sudamericana".