venerdì 26 agosto 2016

(Luis Badilla - ©copyright) Com'è ben noto, s. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nel passato, hanno fatto visita a diverse zone italiane colpite da terremoti non solo per portare aiuti e sostegno materiale alle popolazioni, ma soprattutto per offrire consolazione e vicinanze e, in particolare, per pregare insieme. Appare dunque scontato che Papa Francesco rinnoverà il gesto e ciò potrebbe essere relativamente presto, non appena le condizioni lo consentano e siano state superate le prime fasi dell'emergenza tuttora incentrata nella ricerca di persone sotto le macerie.
Un indizio di una visita del Santo Padre, sulla quale per ora si fanno solo ipotesi giornalistiche senza nessun riscontro ufficiale, è l'invio di sei membri del Corpo della Gendarmeria vaticana che oltre a sommare la loro opera ai sei Vigili del fuoco inviati giorni fa, potrebbero avere la missione di studiare la modalità e circostanza di una presenza del Pontefice. Un "Venerdì della misericordia" potrebbe essere un momento adeguato per una plausibile visita di Francesco.
Fra i molti fattori da tenere in considerazione per un'eventualità di questo tipo c'è la cosiddetta "sequenza sismica" ancora in corso. Proprio oggi alle 6.28 si è registrata una forte scossa, 4,8 gradi sulla scala Richter, forse la terza più potente dopo le due prime della notte del 24 agosto. Per gli esperti che operano nella zona c'è anche un'altra condizione indispensabile: la chiusura della fase della messa in sicurezza delle popolazioni nell'aeree scelte, lontane dai centri urbani devastati e pericolanti. Dopo la scossa delle 6.28 di oggi ci sono stati ulteriori crolli di fabbricati.
La prima e immediata manifestazione di partecipazione, dolore e solidarietà del Santo Padre è stata, poche ore dopo le prime gravi scosse telluriche del 24 agosto tra le 3.33 e le 6.00 del mattino. Era mercoledì, giorno dell'Udienza generale e quindi della Catechesi settimanale del Papa. A sorpresa, in mezzo ad una situazione inedita e provocando non poco sconcerto, Francesco così aprì la sua allocuzione": "Avevo preparato la catechesi di oggi, come per tutti i mercoledì di questo anno della Misericordia, sull’argomento della vicinanza di Gesù. Ma dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito il centro d’Italia, devastando intere zone e lasciando morti e feriti, non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore. Sentire il sindaco di Amatrice dire: “Il paese non c’è più” e sapere che tra i morti ci sono anche i bambini mi commuove davvero tanto."
Infine, Papa Francesco ha concluso così le sue accorate parole:
"E per questo voglio assicurare a tutte queste persone nei pressi di Accumoli, Amatrice o altrove, nella diocesi di Rieti, di Ascoli Piceno e le altre in tutto il Lazio e l’Umbria e nelle Marche, la preghiera e dire loro di essere sicure della carezza e dell’abbraccio di tutta la Chiesa che in questo momento desidera stringervi con il suo amore materno, anche del nostro abbraccio, qui, in piazza. Nel ringraziare tutti i volontari e gli operatori della Protezione Civile che stanno soccorrendo queste popolazioni, vi chiedo di unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore Gesù, che si è sempre commosso dinanzi al dolore umano, consoli questi cuori addolorati e doni loro la pace per l’intercessione della Beata Vergine Maria. Lasciamoci commuovere con Gesù. Dunque, rimandiamo alla prossima settimana la catechesi di questo mercoledì e vi invito a recitare con me per questi nostri fratelli e sorelle una parte del Santo Rosario".