lunedì 1 agosto 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) A Cracovia, in privato, Papa Francesco ha ricevuto la signora canadese di origine ungherese Angela Orosz-Richt, l'unica donna nata nel Campo di Auschwitz e sopravvissuta. La mamma di Angela, la signora Vera Bein, entrò ad  Auschwitz il 25 maggio 1944, incinta di 3 mesi, insieme con il marito morto quasi subito. Era talmente magra e denutrita che non si vedeva che fosse incinta. Qualche mese più tardi, Angela, è nata tra le baracche inumane del Campo in un letto a castello del blocco C. Pesava un chilo e  paradossalmente è stata questa la ragione per la quale si salvò dalla morte. Era talmente debole che non aveva forza per piangere e dunque passò inavvertita, altrimenti avrebbe fatto un'altra fine.
Angela con amici ungheresi
Angela si è tenuta per sé per 60 anni questa singolare storia e solo qualche anno fa prese la decisione di raccontarla ad una giornalista di Montreal, città dove vive con la sua famiglia, marito e figli. All'inizio del 2016 è stata ascoltata, in Germania, come testimone nel processo contro Reinhold Hanning, una SS hitleriana di 94 anni accusato di molti crimini orrendi, compiuti in particolare nei confronti degli ebrei ungheresi. Hanning è stato condannato, secondo le cronache di alcuni mesi fa,  a cinque anni di carcere "per complicità nello stermino nazista. Condanna simbolica ma significativa. Non è valso a niente arrivare in tribunale in sedia a rotelle, avere 94 anni, confessare di vergognarsi di aver visto, di aver solo obbedito agli ordini, di aver taciuto tutta la vita sui crimini commessi nel campo di concentramento (...) dove Hanning ha sorvegliato il sistematico sterminio dei prigionieri, dall'ingresso nelle camere a gas fino alle fucilazioni di massa."
Angela tornò ad Auschwitz per la prima volta solo l'anno scorso nella cornice della commemorazione del 70.mo della fine della Seconda guerra mondiale.