domenica 8 maggio 2016

Germania
Partirà il 31 ottobre il calendario di eventi preparato dagli evangelici tedeschi. Un anno per celebrare la Riforma
L'Osservatore Romano
Dureranno esattamente un anno le celebrazioni dei cinquecento anni della Riforma protestante, tradizionalmente fatta coincidere con la pubblicazione della Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum, le novantacinque tesi affisse da Martin Lutero il 31 ottobre 1517 sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg, in Sassonia-Anhalt. Il calendario ufficiale della Chiesa evangelica in Germania prevede, come evento di apertura, una grande cerimonia nella chiesa di Santa Maria a Berlino il 31 ottobre 2016, mentre il 20 maggio 2017 comincerà a Wittenberg e nella regione circostante un’esposizione mondiale che — riferisce il Sir — mostrerà i frutti nati dalla Riforma nelle varie nazioni e Chiese, ma anche nella cultura e nella società civile. Sarà allestito un campo per i giovani affinché esprimano ciò che essi comprendono e vivono della Riforma attraverso la musica, il cinema, il culto, la preghiera e lo scambio.
Il tradizionale convegno biennale del Kirchentag si terrà dal 24 al 28 maggio contemporaneamente a Berlino, Wittenberg e in altre otto città tedesche. Sarà un Kirchentag “in cammino”, con una conclusione che farà confluire tutti a Wittenberg.
La Chiesa evangelica tedesca, che si è preparata a questo anniversario con un percorso di riflessione iniziato nel 2008, ha costituito una rete fra sessantanove città della Riforma in Germania e in Europa, luoghi importanti per la storia o l’attualità del protestantesimo. La conclusione delle celebrazioni avverrà il 31 ottobre 2017, a livello nazionale e internazionale, con una serie di cerimonie pubbliche. Ricco è anche il calendario delle manifestazioni ecumeniche.
«Siamo in grado di osare nel 2017 una revisione critica e considerare la Riforma come fatto complessivo nell’orizzonte internazionale ed ecumenico», ha affermato di recente la teologa e vescova luterana Margot Kässmann, ambasciatrice per l’anno luterano della Chiesa evangelica in Germania, a un convegno al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. In un’intervista a «Vatican Insider», afferma che dal punto di vista ecumenico «siamo a uno stadio molto buono perché ecumenismo da un lato significa discussione sulla Chiesa, l’eucaristia, il battesimo, i ministeri, ma dall’altro lato significa agire da cristiani nel mondo, e su questo attualmente siamo molto vicini» alla Chiesa cattolica, anche grazie a Papa Francesco, «un riformatore nella sua Chiesa», come Martin Lutero «era un riformatore nella sua». Kässmann giudica «un buon atteggiamento» domandarsi «quello che possiamo trovare in un’altra Chiesa che noi non abbiamo». E «quello che io davvero ammiro nella Chiesa cattolica romana è che mantiene l’unità globale della Chiesa, pur con molte differenze al proprio interno. I luterani e i riformati — osserva — possono imparare dai cattolici a non separare così facilmente».
L'Osservatore Romano, 8 maggio 2016