giovedì 14 gennaio 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
Gent.mi,
Sono un visitatore assiduo, giornaliero, del vostro blog del quale vi sono riconoscente.
E' proprio grazie ad esso che seguo anche l'impegno del Prof. Faggioli per il quale avete non solo una particolare attenzione, ma anche direi simpatia.
Leggo così la vostra intervista di oggi. Egli risponde nelle sue consuete linee di pensiero che qui non commenterò di certo, con l'eccezione - poichè è cosa che mi vede impegnato da molti anni - di quanto il Prof. Faggioli dichiara a proposito dell'ermeneutica del Concilio Ecumenico Vaticvano II.
L'affermazione, che riportate anche nel titolo del vostro servizio, è la seguente: "[Papa Francesco] non ha mai mostrato interesse nella questione ermeneutica del Concilio". Orbene questo non è vero.Solo rimanendo nell'ambito della mia povera persona, ho ricevuto dal Santo Padre due lettere, che Egli  ha voluto fossero lette pubblicamente, le quali dimostrano il contrario dell'affermazione del Faggioli.
Mi limito dunque a inviarvi - ma i testi sono già conosciuti - quello dell'ultima missiva del Vescovo di Roma, che aggiungo in allegato (trascritta sotto come Lettera 2 - del 9/XI/15) , e il riferimento dell'altra, del 2013, di cui riporto per voi un riferimento per il ricupero del testo, e cioè, in data 13/XI/13 (trascritta sotto come Lettera 1 - del 13/XI/13).
Con preghiera di gentile pubblicazione e l'augurio orante di un buon Anno giubilare e di benemerito servizio di comunicazione, che è anche di comunione.
+ Agostino Marchetto
LETTERA 1 - DEL 13/XI/13
Caro Mons. Marchetto,
Con queste righe desidero farmi a Lei vicino e unirmi all' atto di  presentazione del libro: "Primato pontificio ed episcopato. Dal primo millennio al Concilio ecumenico Vaticano II". Le chiedo che mi senta spiritualmente presente.
La tematica del libro è un omaggio all'amore che Ella porta alla Chiesa, un amore leale e al tempo stesso poetico. La lealtà e la poesia non sono oggetto di commercio: non si comprano né si vendono, sono semplicemente virtù radicate in un cuore di figlio che sente la Chiesa come Madre; o per essere più preciso, e dirlo con 'aria'  ignaziana di  familia, come "la Santa Madre Chiesa gerarchica".
Questo amore Lei lo ha manifestato in molti modi, incluso correggendo un errore o imprecisione da parte mia, - e di ciò La  ringrazio di cuore -, ma soprattutto si é manifestato in tutta la sua purezza negli studi fatti sul Concilio Vaticano II.
Una volta Le ho detto, caro Mons. Marchetto, e oggi desidero ripeterlo, che La considero  il migliore ermeneuta del Concilio Vaticano II. So che é un dono di Dio, ma so anche che Ella lo ha fatto fruttificare.
Le sono grato per tutto il bene che Lei ci fa con la sua testimonianza di amore alla Chiesa e chiedo al Signore che ne sia ricompensato abbondantemente.
Le chiedo per favore che non si dimentichi di pregare per me.
Che Gesù La benedica e la Vergine Santa La protegga.
Vaticano 7 Ottobre 2013
Fraternamente,
Francisco
LETTERA 2 - DEL 9/XI/15
A Sua Eccellenza Rev.ma
Mons. Agostino Marchetto
Arcivescovo titolare di Astigi
Cara Eccellenza,
desidero farLe pervenire il mio cordiale saluto in occasione della presentazione del libro da Lei curato dal titolo: "Il 'Diario' conciliare di Mons. Pericle Felici, Segretario Generale del Concilio Ecumenico Vaticano II". La prego di sentirmi spiritualmente vicino a Lei in questa circostanza.
Lo studio che ha compiuto consente di approfondire la conoscenza del Concilio attraverso una fonte assai qualificata, quale fu il suo Segretario Generale, di scoprire aspetti e particolari sempre nuovi, che ci aiutano ad apprezzare meglio questo grande dono che il Signore ha fatto alla Chiesa. La sua opera permette, peraltro, di conoscere, come Lei ha detto, la storia di un'amicizia con Dio in Cristo nello Spirito Santo, quale fu quella dell'allora Mons. Felici, diventato poi Cardinale, che animò il suo servizio ecclesiale, vissuto con amore, silenziosa dedizione e piena disponibilità anche nei momenti di particolare difficoltà. Tutto questo aiuta, edifica e sostiene nel comune e quotidiano impegno per la Chiesa e a maggior gloria di Dio.
Il suo volume è solo l'ultimo frutto di un più ampio ed insigne studio ermeneutico, che dura già da alcuni anni. Mi congratulo con Lei, cara Eccellenza, e La ringrazio per il suo lavoro che continua a svolgere con competenza, serietà e grande generosità. Che il Signore La ricompensi abbondantemente!
Nel ricordarLe con affettuosa riconoscenza al Signore, Le Chiedo, per favore, di continuare a pregare per me.
Dal Vaticano, 9 novembre 2015
Fraternamente
Francesco