venerdì 27 novembre 2015

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Su alcuni organi di stampa ieri e oggi è stato pubblicato un appello in difesa dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed emiliano ittipaldi, firmato da oltre 100 parlamentari. Ecco il testo: "Siamo parlamentari di diverse appartenenze, di differenti sensibilità politiche e culturali, credenti o laici. Abbiamo pieno rispetto, com’è doveroso, per le istituzioni della Città del Vaticano. Ma abbiamo anche rispetto per i principi fondamentali di libertà di opinione, di stampa, di manifestazione del pensiero, riconosciuti nella Costituzione italiana, e cardine di ogni ordinamento liberale e democratico. Esprimiamo dunque vicinanza e solidarietà a Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, indipendentemente dalla nostra condivisione o no dei loro scritti, delle loro opinioni, del loro lavoro giornalistico. Siamo preoccupati per il processo al quale sono sottoposti. E chiediamo che siano loro riconosciuti pieni diritti di difesa. Lo ribadiamo: al di là delle opinioni di ciascuno sul contenuto dei loro libri, è in causa un principio fondamentale di libertà, che deve stare a cuore a tutti, credenti o laici”.
Quest'appello merita alcune precisazioni importanti sulle quali una parte della stampa ha sorvolato in questi giorni:
1) Il Promotore di Giustizia vaticano, dr. Zannotti, alle eccezioni sollevate da Fittipaldi e dal suo avvocato ha risposto che i giornalisti sono imputati non per aver pubblicato un libro contenente dei documenti, ma per il modo in cui si sono procurati quei documenti, che si considera illecito.
2) Come è ben noto dalla indagine istruttoria - cioè dagli interrogatori dei due principali imputati che hanno fornito i documenti – risulta che i giornalisti avrebbero esercitato “sollecitazioni e pressioni, soprattutto su Vallejo Balda, per ottenere documenti e notizie riservati”.
3) E' chiaro e univoco che non è quindi in questione la libertà di stampa (diritto e valore riconosciuto anche nello Stato della Città del Vaticano), ma il modo in cui i documenti riservati sono stati acquisiti dai giornalisti.
4) Infine, occorre notare che questo è il capo di imputazione, su cui si deve discutere e giudicare nel corso del processo, per quanto riguarda i due giornalisti, ma non è ancora in alcun modo una sentenza.