giovedì 15 ottobre 2015

(Luis Badilla) Sul suo secondo blog, "Settimo cielo", il noto vaticanista de L'Espresso, all'origine della famigerata velinata (La Lettera dei 13 cardinali con tanto di elenco di firmatari contraffatto ad arte e contenuto di un documento falso), contrattacca e si difende accusando il coordinatore del portale "Vatican Insider " Andrea Tornielli. Scrive: "Il primo a far rimbombare fragorosamente la notizia di quell'atto riservato è stato non un presunto emissario dei firmatari ma il vaticanista più amico e vicino a papa Francesco che ci sia, frequente suo ospite a Santa Marta e suo intervistatore plurimo: Andrea Tornielli, coordinatore del portale Vatican Insider.”
Lasciamo perdere il risentito pizzico d'invidia che si palesa in queste righe e andiamo subito al sodo.
Oggi sul suo blog Giuseppe Rusconi, con un robusto copia/incolla, si associa a Magister per insistere sul fatto che la lettera esiste. Nessuna novità anche se ripetuta come una scontata litania. Nessuno, mai, ha messo in dubbio l'esistenza della lettera. Il problema è un altro: "quella pubblicata", come riconoscono diversi alcuni veri firmatari (incluso il card. G. Pell), non è vera, è cioè, è falsa!!! 
Perché Magister e Rusconi non affrontano questa questione?
Tornielli, nel suo articolo dell'8 ottobre, ha dato una notizia e non ha pubblicato elenchi manipolati e neanche una lettere falsa (che era in inglese e che il vaticanista solerte ha tradotto all'italiano). Che sia chiaro, anche per i polli!
Poi, Magister, ogni qualvolta viene beccato con le mani nella marmellata accusa un altro.
Vi ricordate la violazione dell'embargo della Laudato si', quando pubblicò una bozza del documento?
Ecco quale è stata la sua difesa dopo che la Sala stampa vaticana gli ritirò a tempo indeterminato il suo accredito:
Il noto vaticanista, il 17 giugno scorso, parlando con il "Fatto Quotidiano" si giustificò così: “La decisione di pubblicarla è stata del direttore dell’Espresso che è riuscito ad averla non dai canali ufficiali quali la Sala Stampa della Santa Sede e la Libreria editrice vaticana. A me – racconta ancora Magister – è stato solo chiesto di scrivere qualche riga di introduzione, ma solo successivamente, quando il testo era già pronto per essere messo in rete». Il Fatto Quotidiano poi ricordava: “Sul suo blog Magister, 72 anni e una lunga carriera alle spalle, scrive beffardo accompagnando la pubblicazione di Laudato si’: «Eccola qui. È comparsa all’improvviso sul sito online dell’Espresso nelle ore meridiane di lunedì 15 giugno, tre giorni esatti prima del suo annunciato pubblico battesimo. L’autore di questo blog se l’è trovata anche lui davanti sullo schermo, tutta intera, sbucata chissà da dove, e allora l’ha accompagnata con qualche riga di presentazione, per introdurla in società come si conviene».
Insomma: Io sono innocente. I colpevoli sono gli altri.
E' un copione polveroso e per nulla credibile. Forse è arrivato l'ora di cambiare registro.
Si potrebbero aggiungere altre riflessioni, ma ci fermiamo qua. Non vogliamo prendere parte ai giochetti che conducono altri senza conoscere le vere ragioni di quest'oscura operazione mediatica di "disturbo" ai lavori del Sinodo. Solo a lui compaiono all'improvviso sulla sua scrivania lettere false ed elenchi manipolati. Diceva il grandioso Totò: Mi faccia il piacere!!