Nuova tornata di colloqui a Pechino tra Vaticano e Cina
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano) Una seconda tornata di colloqui Cina-Vaticano si è tenuta recentemente a Pechino: lo conferma l'agenzia cattolica asiatica "Ucanews.com.". Il nuovo ciclo di negoziati giunge nel mezzo del giro di vite che le autorità cinesi hanno dato sulla pratica religiosa, soprattutto in certe province nel contesto della promozione di una politica di "sinizzazione" delle confessioni religiose in Cina; politica che mira a limitare, se non eliminare del tutto, l'influenza straniera, identificata come "occidentalizzazione".
Gli scopi di questa politica sono emersi recentemente, ancora una volta, nei rapporti dalla provincia di Sichuan dove funzionari governativi religiosi hanno chiesto ai sacerdoti di presentare una spiegazione scritta della loro comprensione di "sinizzazione" e di come si riferisce alla chiesa. In questa "cornice" sono stati accolti i delegati del Vaticano l'11 ottobre a Pechino. Secondo diverse fonti, gli incontri si sono già conclusi e la delegazione vaticana è partita dalla Cina.
Gli scopi di questa politica sono emersi recentemente, ancora una volta, nei rapporti dalla provincia di Sichuan dove funzionari governativi religiosi hanno chiesto ai sacerdoti di presentare una spiegazione scritta della loro comprensione di "sinizzazione" e di come si riferisce alla chiesa. In questa "cornice" sono stati accolti i delegati del Vaticano l'11 ottobre a Pechino. Secondo diverse fonti, gli incontri si sono già conclusi e la delegazione vaticana è partita dalla Cina.
Non è stata fornita nessuna informazione su ciò che è stato discusso. Le fonti hanno detto ad Ucanews.com che l'incontro si è tenuto con ogni probabilità tra i membri del corpo diplomatico da entrambi i lati, con la presenza di funzionari dell'Amministrazione statale cinese per gli affari religiosi.
I negoziati hanno avuto luogo poco dopo la pubblicazione di un articolo, l'8 ottobre, sul "Zhongguo Mingzu Bao", un giornale di stato sulle notizie religiose ed etniche, dove si legge che tutti gli affari religiosi in Cina dovrebbero essere gestiti dai cinesi e che non vi è alcuna necessità di un coinvolgimento straniero. L'articolo riferisce anche che lo Stato dovrebbe gestire i confini amministrativi delle diocesi - uno dei punti di discussione principali, insieme con la nomina dei vescovi - tra il Vaticano e la Cina.

