Cappella della Domus Sanctae Marthae: Significazione della Ecclesiastica Communio concessa al nuovo Patriarca di Cilicia degli Armeni
Cong. Chiese orientali
Questa mattina, presso la
cappella della Domus Sanctae Marthae, durante la celebrazione eucaristica
presieduta dal Santo Padre, ha avuto luogo la significazione della Ecclesiastica
Communio concessa al nuovo Patriarca di Cilicia degli Armeni, con Lettera
del 25 luglio scorso.
Insieme al Santo Padre, ha concelebrato Sua Beatitudine Gregorio Pietro XX Ghabroyan, Patriarca, S.E. il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con l'Arcivescovo Segretario, S.E. Mons. Cyril Vasil' e il Sotto-Segretario P. Lorenzo Lorusso, insieme a tutti i Vescovi membri del Sinodo della Chiesa Patriarcale Armeno Cattolica, e ad alcuni sacerdoti.
Qui di seguito il testo della monizione letta prima dello scambio delle Sacre Specie tra il Santo Padre e il Patriarca, con alcune note celebrative.
Significazione Pubblica dell’Ecclesiastica Communio concessa dal Santo Padre FRANCESCO a Sua Beatitudine GREGORIO PIETRO XX GHABROYAN Patriarca di Cilicia degli Armeni
Cappella della Domus Sanctae Marthae – Città del Vaticano
Lunedì 7 settembre A.D. 2015
Monizione dopo l’Ecce Agnus Dei:
"Comunione" è un concetto tenuto in grande onore nella Chiesa antica ed anche oggi, specialmente in Oriente. Per essa non si intende un certo vago "sentimento", ma una "realtà organica", che richiede una forma giuridica e che è allo stesso tempo animata dalla carità (1).
La Ecclesiastica Communio che il Santo Padre Francesco ha concesso a Sua Beatitudine Gregorio Pietro XX con Lettera del 25 luglio scorso, trova ora espressione nello scambio delle sacre specie, che conferma la radice eucaristica della comunione tra il Vescovo e la Chiesa di Roma, che presiede nella carità, e la Chiesa Patriarcale di Cilicia degli Armeni, tramite il suo Caput et Pater.
Accompagniamo il gesto in silenzio orante
Quindi il Santo Padre innalza la patena con il Corpo di Cristo e la offre al Patriarca. I due tengono la tengono elevata a quattro mani, poi la depongono.
Il Santo Padre innalza poi il calice con il Sangue di Cristo, lo offre al Patriarca, e lo tengono elevato a quattro mani, poi lo depongono.
Dopo un istante di silenzio, il Santo Padre offre il Corpo di Cristo, ed insieme si comunicano. Il Santo Padre assume il Sangue di Cristo dal calice, poi lo offre al Patriarca.
(1) Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, Nota esplicativa previa, n.2
Insieme al Santo Padre, ha concelebrato Sua Beatitudine Gregorio Pietro XX Ghabroyan, Patriarca, S.E. il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con l'Arcivescovo Segretario, S.E. Mons. Cyril Vasil' e il Sotto-Segretario P. Lorenzo Lorusso, insieme a tutti i Vescovi membri del Sinodo della Chiesa Patriarcale Armeno Cattolica, e ad alcuni sacerdoti.
Qui di seguito il testo della monizione letta prima dello scambio delle Sacre Specie tra il Santo Padre e il Patriarca, con alcune note celebrative.
Significazione Pubblica dell’Ecclesiastica Communio concessa dal Santo Padre FRANCESCO a Sua Beatitudine GREGORIO PIETRO XX GHABROYAN Patriarca di Cilicia degli Armeni
Cappella della Domus Sanctae Marthae – Città del Vaticano
Lunedì 7 settembre A.D. 2015
Monizione dopo l’Ecce Agnus Dei:
"Comunione" è un concetto tenuto in grande onore nella Chiesa antica ed anche oggi, specialmente in Oriente. Per essa non si intende un certo vago "sentimento", ma una "realtà organica", che richiede una forma giuridica e che è allo stesso tempo animata dalla carità (1).
La Ecclesiastica Communio che il Santo Padre Francesco ha concesso a Sua Beatitudine Gregorio Pietro XX con Lettera del 25 luglio scorso, trova ora espressione nello scambio delle sacre specie, che conferma la radice eucaristica della comunione tra il Vescovo e la Chiesa di Roma, che presiede nella carità, e la Chiesa Patriarcale di Cilicia degli Armeni, tramite il suo Caput et Pater.
Accompagniamo il gesto in silenzio orante
Quindi il Santo Padre innalza la patena con il Corpo di Cristo e la offre al Patriarca. I due tengono la tengono elevata a quattro mani, poi la depongono.
Il Santo Padre innalza poi il calice con il Sangue di Cristo, lo offre al Patriarca, e lo tengono elevato a quattro mani, poi lo depongono.
Dopo un istante di silenzio, il Santo Padre offre il Corpo di Cristo, ed insieme si comunicano. Il Santo Padre assume il Sangue di Cristo dal calice, poi lo offre al Patriarca.
(1) Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, Nota esplicativa previa, n.2

