sabato 5 settembre 2015

India
Dichiarazione di oltre mille leader musulmani dell’India. L’islam contro l’estremismo religioso
L'Osservatore Romano
Una ferma condanna all’estremismo religioso e ai violenti attacchi dei militanti dello Stato islamico (Is) giunge da parte di oltre mille leader musulmani in India riunitisi nei giorni scorsi per discutere e trovare nuove strategie per “tutelare l’immagine” di un islam moderato. In una dichiarazione diffusa dai responsabili religiosi indiani e riportata dal “Wall Street Journal”, viene sottolineato che «il comportamento dei militanti dell’Is è antitetico agli insegnamenti dell’islam e disumano». Nella nota i leader religiosi del Paese asiatico hanno espresso «profonda preoccupazione per la diffusione della propaganda estremista» che rischia sempre più di allargarsi a macchia d’olio.
Negli ultimi giorni, si sono intensificati i controlli da parte delle autorità indiane per prevenire il terrorismo nel paese. Il ministro dell’interno, Rajnath Singh, ha appreso che una ventina di giovani indiani hanno aderito allo stato islamico, mentre una trentina di musulmani sono stati fermati mentre erano in procinto di partire per la Siria e unirsi al gruppo militante radicale. Sebbene il numero dei reclutati sia esiguo, rispetto alla popolazione dell’India e rispetto a quanti hanno aderito all’Is negli ultimi mesi in molti paesi europei e del medio oriente, le autorità indiane hanno alzato la guardia contro il dilagare del fenomeno. Al riguardo, il ministro Singh ha annunciato che il governo ha deciso la messa al bando dello stato islamico in base alla “legge per la prevenzione degli atti terroristici”. Rispondendo, venerdì scorso, a una domanda durante il “question time” in parlamento, Singh ha ricordato che giorni fa un ingegnere informatico di Bangalore è stato arrestato perché usava il suo account twitter per inviare messaggi di sostegno all’Is. Quello diffuso dai responsabili religiosi musulmani dell’India «è un messaggio forte. Noi — ha sottolineato Abdur Rahman Anjaria, leader della comunità musulmana a Mumbai — come comunità grande e influente del Paese, rifiutiamo con fermezza questo tipo di torture, uccisioni e violenze». I leader religiosi hanno ricordato che in India vivono più di centosettanta milioni di musulmani, ponendo il Paese al secondo posto al mondo, dopo l’Indonesia, in questa classifica confessionale. I musulmani in India costituiscono circa il 14 per cento della popolazione, a larga maggioranza indù. L’islam indiano — hanno detto i leader religiosi — è stato per lungo tempo considerato moderato e in contrasto con l’interpretazione radicale della religione, condotta dai gruppi estremisiti che includono al Qaeda e l’Is. Il mese scorso, la “Jamia Razviya Manazar-e-Islam”, in Uttar Pradesh, ha lanciato un ciclo di lezioni per contrastare la propaganda dei fondamentalisti. Gli studenti confronteranno gli estratti originali del Corano con quelli distorti pubblicati dalle organizzazioni terroriste.
L'Osservatore Romano, 6 settembre 2015