Vaticano
L'Udienza generale di Papa Francesco: "La Chiesa, nella sua saggezza, custodisce la distinzione tra l’essere fidanzati e l’essere sposi, proprio in vista della delicatezza e della profondità di questa verifica"(a cura Redazione "Il sismografo")
Testo dell'allocuzione del Papa - (Catechesi N° 19)
"Non possiamo trattare i legami della carne con leggerezza, senza aprire qualche durevole ferita nello spirito"
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Proseguendo queste catechesi sulla famiglia, oggi vorrei parlare del fidanzamento.
Il fidanzamento – lo si sente nella parola – ha a che fare con la
fiducia, la confidenza, l’affidabilità. Confidenza con la vocazione che
Dio dona, perché il matrimonio è anzitutto la scoperta di una chiamata
di Dio. Certamente è una cosa bella che oggi i giovani possano scegliere
di sposarsi sulla base di un amore reciproco. Ma proprio la libertà del
legame richiede una consapevole armonia della decisione, non solo una
semplice intesa dell’attrazione o del sentimento, di un momento, di un
tempo breve … richiede un cammino.
Il fidanzamento, in altri termini, è il tempo nel quale i due sono
chiamati a fare un bel lavoro sull’amore, un lavoro partecipe e
condiviso, che va in profondità. Ci si scopre man mano a vicenda cioè,
l’uomo “impara” la donna imparando questa donna, la sua fidanzata; e la donna “impara” l’uomo imparando questo
uomo, il suo fidanzato. Non sottovalutiamo l’importanza di questo
apprendimento: è un impegno bello, e l’amore stesso lo richiede, perché
non è soltanto una felicità spensierata, un’emozione incantata... Il
racconto biblico parla dell’intera creazione come di un bel lavoro
dell’amore di Dio; il libro della Genesi dice che «Dio vide quanto aveva
fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Soltanto alla
fine, Dio “si riposò”. Da questa immagine capiamo che l’amore di Dio,
che diede origine al mondo, non fu una decisione estemporanea. No! Fu un
lavoro bello. L’amore di Dio creò le condizioni concrete di un’alleanza
irrevocabile, solida, destinata a durare.
L’alleanza d’amore tra l’uomo e la donna, alleanza per la vita, non si improvvisa,
non si fa da un giorno all’altro. Non c’è il matrimonio express:
bisogna lavorare sull’amore, bisogna camminare. L’alleanza dell’amore
dell’uomo e della donna si impara e si affina. Mi permetto di dire che è
un’alleanza artigianale. Fare di due vite una vita sola, è anche quasi
un miracolo, un miracolo della libertà e del cuore, affidato alla fede.
Dovremo forse impegnarci di più su questo punto, perché le nostre
“coordinate sentimentali” sono andate un po’ in confusione. Chi pretende
di volere tutto e subito, poi cede anche su tutto – e subito – alla
prima difficoltà (o alla prima occasione). Non c’è speranza per la
fiducia e la fedeltà del dono di sé, se prevale l’abitudine a consumare
l’amore come una specie di “integratore” del benessere psico-fisico.
L’amore non è questo! Il fidanzamento mette a fuoco la volontà di
custodire insieme qualcosa che mai dovrà essere comprato o venduto,
tradito o abbandonato, per quanto allettante possa essere l’offerta. Ma
anche Dio, quando parla dell’alleanza con il suo popolo, lo fa alcune
volte in termini di fidanzamento. Nel Libro di Geremia, parlando al
popolo che si era allontanato da Lui, gli ricorda quando il popolo era
la “fidanzata” di Dio e dice così: «Mi ricordo di te, dell’affetto della
tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento» (2,2). E Dio
ha fatto questo percorso di fidanzamento; poi fa anche una promessa: lo
abbiamo sentito all’inizio dell’udienza, nel Libro di Osea: «Ti farò mia
sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,
nell’amore e nella benevolenza. Ti farò mia sposa nella fedeltà e tu
conoscerai il Signore» (2,21-22). È una lunga strada quella che il
Signore fa con il suo popolo in questo cammino di fidanzamento. Alla
fine Dio sposa il suo popolo in Gesù Cristo: sposa in Gesù la Chiesa. Il
Popolo di Dio è la sposa di Gesù. Ma quanta strada! E voi italiani,
nella vostra letteratura avete un capolavoro sul fidanzamento [I
Promessi Sposi]. È necessario che i ragazzi lo conoscano, che lo
leggano; è un capolavoro dove si racconta la storia dei fidanzati che
hanno subito tanto dolore, hanno fatto una strada piena di tante
difficoltà fino ad arrivare alla fine, al matrimonio. Non lasciate da
parte questo capolavoro sul fidanzamento che la letteratura italiana ha
proprio offerto a voi. Andate avanti, leggetelo e vedrete la bellezza,
la sofferenza, ma anche la fedeltà dei fidanzati.
La Chiesa, nella sua saggezza, custodisce la distinzione tra l’essere fidanzati e l’essere sposi
- non è lo stesso - proprio in vista della delicatezza e della
profondità di questa verifica. Stiamo attenti a non disprezzare a cuor
leggero questo saggio insegnamento, che si nutre anche dell’esperienza
dell’amore coniugale felicemente vissuto. I simboli forti del corpo
detengono le chiavi dell’anima: non possiamo trattare i legami della
carne con leggerezza, senza aprire qualche durevole ferita nello spirito
(1 Cor 6,15-20).
Certo, la cultura e la società odierna sono diventate piuttosto
indifferenti alla delicatezza e alla serietà di questo passaggio. E
d’altra parte, non si può dire che siano generose con i giovani che sono
seriamente intenzionati a metter su casa e mettere al mondo figli!
Anzi, spesso pongono mille ostacoli, mentali e pratici. Il fidanzamento è
un percorso di vita che deve maturare come la frutta, è una strada di
maturazione nell’amore, fino al momento che diventa matrimonio.
I corsi prematrimoniali sono un’espressione speciale
della preparazione. E noi vediamo tante coppie, che magari arrivano al
corso un po’ controvoglia, “Ma questi preti ci fanno fare un corso! Ma
perché? Noi sappiamo!” … e vanno controvoglia. Ma dopo sono contente e
ringraziano, perché in effetti hanno trovato lì l’occasione – spesso
l’unica! – per riflettere sulla loro esperienza in termini non banali.
Sì, molte coppie stanno insieme tanto tempo, magari anche nell’intimità,
a volte convivendo, ma non si conoscono veramente. Sembra
strano, ma l’esperienza dimostra che è così. Per questo va rivalutato il
fidanzamento come tempo di conoscenza reciproca e di condivisione di un
progetto. Il cammino di preparazione al matrimonio va impostato in
questa prospettiva, avvalendosi anche della testimonianza semplice ma
intensa di coniugi cristiani. E puntando anche qui sull’essenziale: la
Bibbia, da riscoprire insieme, in maniera consapevole; la preghiera,
nella sua dimensione liturgica, ma anche in quella “preghiera
domestica”, da vivere in famiglia, i sacramenti, la vita sacramentale,
la Confessione, … in cui il Signore viene a dimorare nei
fidanzati e li prepara ad accogliersi veramente l’un l’altro “con la
grazia di Cristo”; e la fraternità con i poveri, con i bisognosi, che ci
provocano alla sobrietà e alla condivisione. I fidanzati che si
impegnano in questo crescono ambedue e tutto questo porta a preparare
una bella celebrazione del Matrimonio in modo diverso, non mondano ma in
modo cristiano! Pensiamo a queste parole di Dio che abbiamo sentito
quando Lui parla al suo popolo come il fidanzato alla fidanzata: «Ti
farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel
diritto, nell’amore e nella benevolenza. Ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore» (Os 2,21-22). Ogni coppia di
fidanzati pensi a questo e dica l’un l’altro: “Ti farò mia sposa, ti
farò mio sposo”. Aspettare quel momento; è un momento, è un percorso che
va lentamente avanti, ma è un percorso di maturazione. Le tappe del
cammino non devono essere bruciate. La maturazione si fa così, passo a
passo.
Il tempo del fidanzamento può diventare davvero un tempo di
iniziazione, a cosa? Alla sorpresa! Alla sorpresa dei doni spirituali
con i quali il Signore, tramite la Chiesa, arricchisce l’orizzonte della
nuova famiglia che si dispone a vivere nella sua benedizione. Adesso io
vi invito a pregare la Santa Famiglia di Nazareth: Gesù, Giuseppe e
Maria. Pregare perché la famiglia faccia questo cammino di preparazione;
a pregare per i fidanzati. Preghiamo la Madonna tutti insieme, un’Ave
Maria per tutti i fidanzati, perché possano capire la bellezza di questo
cammino verso il Matrimonio. [Ave Maria….]. E ai fidanzati che sono in
piazza: “Buona strada di fidanzamento!”.

