lunedì 23 febbraio 2015

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) In queste ore alcuni analisti si dilettano, nel caso del dramma ucraino, a cercare di usare certe parole del Papa o dei presuli dell'Ucraina per sostenere e alimentare personali campagne contro Francesco. In questa occasione si cerca di montare un caso mediatico con l'espressione "guerra fratricida", scrivendo che il Papa avrebbe usato questa dicitura, la quale - si spiega citando l’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, Svjatoslav Shevchuk - se  applicata al conflitto nel Paese, “ferisce la sensibilità degli ucraini”.
In realtà il Papa il 4 febbraio scorso alla fine dell'Udienza generale parlò di "violenza fratricida" e lo fece perché, come ha spiegato mille volte con chiarezza, coraggio e lucidità (si legga l’omelia della Messa nel Sacrario di Redipuglia), ogni conflitto, guerra, scontro ... è sempre fratricida semplicemente perché oppone tra se, con l'uso dell'odio, della menzogna, degli strumenti di morte, della propaganda e tanto altro, essere umani che sono tutti e comunque fratelli. 
Dal punto di vista evangelico e morale non ha nessuna importanza se una guerra è interna, civile, di aggressione o espansione imperialistica, o di difesa ... perché è sempre "violenza fratricida"; oppure c'è chi, a seconda la definizione tecnica e geopolitica, è in grado di dire chi è o chi non è fratello?
E’ così difficile capire questo concetto? E' così difficile capire l'ottica del magistero del Papa? 
A giudicare di quanto leggiamo in queste ore, per alcuni analisti è molto difficile capire che siamo tutti fratelli e dunque che ogni azione contro un altro essere umano è sempre "fratricida". 
E poi, perché si ignorano gli altri concetti espressi dal Papa, le sue esortazioni, e i suoi appelli nel caso in questione?
Perché?
Per il cattivo gusto di trovare ogni giorno un pretesto, spesso infondato, per attaccare e criticare il Papa. Sarebbe molto più serio scrivere sul proprio blog: "Sono contro il Papa comunque e a prescindere", almeno il lettore  così capisce subito.
Ecco il testo dell’Appello di Papa Francesco lo scorso 4 febbraio:
"Ancora una volta il mio pensiero va all’amato popolo ucraino. Purtroppo la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti. Preghiamo anzitutto per le vittime, tra cui moltissimi civili, e per le loro famiglie, e chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida. Rinnovo l’accorato appello affinché si faccia ogni sforzo – anche a livello internazionale – per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra. Fratelli e sorelle, quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è “pace”. Questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini … Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra."