martedì 27 gennaio 2015

Vaticano
Papa Francesco il 12 aprile prossimo presiederà una Santa Messa per i fedeli di rito armeno in coincidenza con il centenario del genocidio degli armeni
(a cura Redazione "Il sismografo")

La Sala Stampa della Santa Sede pubblicando questa mattina il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo e aprile, ha confermato che domenica 12 aprile il Papa presiederà nella Basilica Vaticana una Santa Messa per i fedeli di Rito Armeno.Il Santo Padre dunque nella domenica di Pasqua, o della Divina Misericordia, celebrerà una Messa che coincide con le commemorazioni del genocidio del popolo armeno perpetrato dagli ottomani il 24 Aprile 1915, del quale quest'anno ricorre il centenario.
A un secolo esatto di distanza, il genocidio degli armeni resta in gran parte negato dagli eredi di chi lo perpetrò in territorio ottomano. E nonostante il riconoscimento sia stato firmato da una ventina di Stati e dalla Conferenza di Parigi nel 1920, il dramma non sembra che oggi abbia ancora condizionato per la sua natura la coscienza della popolazione mondiale, come magari lo è la triste e tragica parentesi dell'olocausto del popolo ebraico, del quale proprio oggi si commemora la memoria e il settantesimo dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz ad opera dell'armata russa.
Il massacro di circa 1,5 milioni di armeni avvenne verso la fine dell'impero ottomano, dapprima nel 1893-1894 ad opera del sultano Abdul Hamid II, poi con i gruppi dei "Giovani Turchi", e infine la seconda ondata di morte e persecuzioni colpì il popolo nel 1915 con lo stesso Kemal Ataturk, padre della patria turca, in piena Prima guerra mondiale.
Gli armeni furono oggetto di un vero e proprio genocidio perché cristiani, istruiti e appartenenti alla classe media, le loro scuole vennero chiuse, le loro chiese vietate e distrutte, e subito dilagò una vera e propria caccia con uccisioni, violenze, stupri, umiliazioni. A queste fecero seguito le deportazioni nel deserto, le fosse comuni, i treni ripieni di sfollati e incendiati.
Questa Santa Messa del 12 aprile è solo una delle numerose commemorazioni che si sono appena aperte in Armenia e che dureranno per tutto l’anno, tra le più importanti ricordiamo una canonizzazione di massa di un milione e mezzo di uomini, donne e bambini morti a causa della loro appartenenza etnica e religiosa, che il Patriarca armeno ortodosso Karekine II presiederà il 23 aprile prossimo. “Nel 1915 e negli anni successivi – ha ricordato il patriarca nella sua lettera enciclica che ha aperto ufficialmente le celebrazioni del centenario del genocidio–, un milione e mezzo di nostri figli e figlie ha subito la morte, la fame, la malattia; è stato deportato e costretto a camminare fino alla morte”. 
Il patriarca ha anche sottolineato che la Turchia – dai tempi del laico e storico fondatore della patria Ataturk fino all’islamico e moderno Erdogan – non solo non riconosce il genocidio, ma compie un’opera attiva di negazionismo. Karekine II ha parlato di “negazione criminale della Turchia”. “Il sangue dei nostri martiri innocenti e le sofferenze del nostro popolo gridano per avere giustizia”, annota il patriarca, che cent’anni dopo la tragedia denuncia i “santuari distrutti, la violazione dei nostri diritti nazionali, la falsificazione e la distorsione della nostra storia”.
Il giorno successivo, cioè il 24 aprile, diventerà la “giornata della memoria” di queste vittime, come ha annunciato il patriarca.