sabato 20 dicembre 2014

Argentina
(a cura Redazione “Il sismografo”)
(Luis Badilla) Le riflessioni di mons. Jorge Mario Bergoglio nel volumetto citato, frutto anche di una elaborazione collettiva, si concludono con diverse considerazioni riguardo la democrazia, la laicità e la solidarietà. Fermo restando che il Papa si fa pellegrino nel mondo “per difendere in ogni luogo la dignità dell’uomo” a partire dalle verità di Cristo e del suo Vangelo, che la Chiesa deve custodire e annunciare, il testo approfondisce diverse dimensioni della piena e integrale presenza della Chiesa tra i popoli.
In questo contesto si sottolinea l’importanza “delle relazioni Stato/Chiesa” (…) che si devono sviluppare “in totale e cordiale armonia” poiché “l’uomo vive sia nell’ambito civile che in quello ecclesiale”. “Occorre ricordare sempre che il messaggio evangelico non si limita solo alla sfera del culto, della pratica religiosa, e che è sua missione illuminare tutto l’uomo, tutte e ciascuna delle azioni umane”. Lo scritto denuncia l’esistenza in diversi luoghi del mondo di “azioni meschine” che ostacolano la missione della Chiesa e ciò si fa appellandosi ad “una presunta libertà di coscienza (intesa come esproprio di ogni credenza religiosa) con l’intenzione di sostituire la necessità spirituale degli uomini nella ricerca della verità su Dio  con l'adesione a interessi temporali. Il laicismo prima e il marxismo dopo - prosegue il testo nella parte conclusiva – hanno imposto un dogmatismo che privilegia lo Stato come supremo valore della vita (…) e la dimensione religiosa resta relegata alla sfera della coscienza individuale”. Infine, il testo analizza le diverse alternative che si aprono per Cuba dopo la visita del Papa e prende in considerazione anche ipotesi giornalistiche che allora parlavano di possibile “alleanza” tra Chiesa e Governo per facilitare una transizione.
Ecco la riflessione finale dello scritto: “Il messaggio del Sommo Pontefice, indirizzato non solo al popolo cubano ma anche ai suoi massimi dirigenti, contiene una profonda riflessione sulla necessità di sostenere il cammino che consenta ai cittadini di Cuba la partecipazione nella vita civile del Paese. Per Cuba, e per altre Nazioni, occorrono piani per trasformare alcune istituzioni politiche, per sostituire regimi corrotti, dittatoriali o autoritari con (governi) democratici e partecipativi. La libera partecipazione dei cittadini nella gestione pubblica, la sicurezza del diritto, ormai sono requisiti imperativi, condizione necessaria per permettere lo sviluppo dell’uomo, di tutti gli uomini”.