L'Udienza generale di Papa Francesco. Cristiani non cattolici: "Andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione!"
(a cura Redazione "Il sismografo")
Testo dell'allocuzione del Papa - (Catechesi N° 33)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nelle ultime catechesi, abbiamo cercato di mettere in luce la natura e
la bellezza della Chiesa, e ci siamo chiesti che cosa comporta per
ciascuno di noi far parte di questo popolo, popolo di Dio che è la
Chiesa. Non dobbiamo, però, dimenticare che ci sono tanti fratelli che
condividono con noi la fede in Cristo, ma che appartengono ad altre
confessioni o a tradizioni differenti dalla nostra. Molti si sono
rassegnati a questa divisione - anche dentro alla nostra Chiesa
cattolica si sono rassegnati - che nel corso della storia è stata spesso
causa di conflitti e di sofferenze, anche di guerre e questo è una
vergogna! Anche oggi i rapporti non sono sempre improntati al rispetto e
alla cordialità… Ma, mi domando: oi, come ci poniamo di fronte a tutto
questo? Siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti a
questa divisione? Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba
camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione?
La piena comunione, cioè poter partecipare tutti insieme al corpo e al
sangue di Cristo.
Le divisioni tra i cristiani, mentre feriscono la Chiesa, feriscono
Cristo, e noi divisi provochiamo una ferita a Cristo: la Chiesa infatti è
il corpo di cui Cristo è capo. Sappiamo bene quanto stesse a cuore a
Gesù che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. Basta pensare
alle sue parole riportate nel capitolo diciassettesimo del Vangelo di
Giovanni, la preghiera rivolta al Padre nell’imminenza della passione:
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché
siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Questa unità era già
minacciata mentre Gesù era ancora tra i suoi: nel Vangelo, infatti, si
ricorda che gli apostoli discutevano tra loro su chi fosse il più
grande, il più importante (cfr Lc 9,46). Il Signore, però, ha insistito
tanto sull’unità nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro
annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto più credibili quanto
più noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci
bene. È quello che i suoi apostoli, con la grazia dello Spirito Santo,
poi compresero profondamente e si presero a cuore, tanto che san Paolo
arriverà a implorare la comunità di Corinto con queste parole: «Vi
esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a
essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra
voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire» (1 Cor 1,10).
Durante il suo cammino nella storia, la Chiesa è tentata dal maligno,
che cerca di dividerla, e purtroppo è stata segnata da separazioni
gravi e dolorose. Sono divisioni che a volte si sono protratte a lungo
nel tempo, fino ad oggi, per cui risulta ormai difficile ricostruirne
tutte le motivazioni e soprattutto trovare delle possibili soluzioni. Le
ragioni che hanno portato alle fratture e alle separazioni possono
essere le più diverse: dalle divergenze su principi dogmatici e morali e
su concezioni teologiche e pastorali differenti, ai motivi politici e
di convenienza, fino agli scontri dovuti ad antipatie e ambizioni
personali… Quello che è certo è che, in un modo o nell’altro, dietro
queste lacerazioni ci sono sempre la superbia e l’egoismo, che sono
causa di ogni disaccordo e che ci rendono intolleranti, incapaci di
ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa
dalla nostra.
Ora, di fronte a tutto questo, c’è qualcosa che ognuno di noi, come
membri della santa madre Chiesa, possiamo e dobbiamo fare? Senz’altro
non deve mancare la preghiera, in continuità e in comunione con quella
di Gesù, la preghiera per l’unità dei cristiani. E insieme con la
preghiera, il Signore ci chiede una rinnovata apertura: ci chiede di non
chiuderci al dialogo e all’incontro, ma di cogliere tutto ciò che di
valido e di positivo ci viene offerto anche da chi la pensa diversamente
da noi o si pone su posizioni differenti. Ci chiede di non fissare lo
sguardo su ciò che ci divide, ma piuttosto su quello che ci unisce,
cercando di meglio conoscere e amare Gesù e condividere la ricchezza del
suo amore. E questo comporta concretamente l’adesione alla verità,
insieme con la capacità di perdonarsi, di sentirsi parte della stessa
famiglia cristiana, di considerarsi l’uno un dono per l’altro e fare
insieme tante cose buone, e opere di carità.
È un dolore ma ci sono divisioni, ci sono cristiani divisi, ci siamo
divisi fra di noi. Ma tutti abbiamo qualcosa in comune: tutti crediamo
in Gesù Cristo, il Signore. Tutti crediamo nel Padre, nel Figlio e nello
Spirito Santo, e tutti camminiamo insieme, siamo in cammino. Aiutiamoci
l’un l’altro! Ma tu la pensi così, tu la pensi così … In tutte le
comunità ci sono bravi teologi: che loro discutano, che loro cerchino la
verità teologica perché è un dovere, ma noi camminiamo insieme,
pregando l’uno per l’altro e facendo opere di carità. E così facciamo la
comunione in cammino. Questo si chiama ecumenismo spirituale: camminare
il cammino della vita tutti insieme nella nostra fede, in Gesù Cristo
il Signore. Si dice che non si deve parlare di cose personali, ma non
resisto alla tentazione. Stiamo parlando di comunione … comunione tra
noi. Ed oggi, io sono tanto grato al Signore perché oggi sono 70 anni
che ho fatto la Prima Comunione. Ma fare la Prima Comunione tutti noi
dobbiamo sapere che significa entrare in comunione con gli altri, in
comunione con i fratelli della nostra Chiesa, ma anche in comunione con
tutti quelli che appartengono a comunità diverse ma credono in Gesù.
Ringraziamo il Signore per il nostro Battesimo, ringraziamo il Signore
per la nostra comunione, e perché questa comunione finisca per essere di
tutti, insieme.
Cari amici, andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci
ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la
comunione! E questo è vero! E questo dobbiamo difenderlo! Tutti siamo in
cammino verso la comunione. E quando la meta ci può sembrare troppo
distante, quasi irraggiungibile, e ci sentiamo presi dallo sconforto, ci
rincuori l’idea che Dio non può chiudere l’orecchio alla voce del
proprio Figlio Gesù e non esaudire la sua e la nostra preghiera,
affinché tutti i cristiani siano davvero una cosa sola.
