martedì 7 ottobre 2014

Vaticano
Avvenire
(Mimmo Muolo) Parlare chiaro e ascoltare con umiltà. La metodologia del primo Sinodo del pontificato di Francesco passa attraverso questi due atteggiamenti. E ieri, in apertura dei lavori in aula, è stato proprio il Pontefice a sottolinearlo. Nell’intervento che Avvenire pubblica integralmente, papa Bergoglio ha sottolineato: «Nessuno dica: 'Questo non si può dire; penserà di me così o così'. Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresia». «Al tempo stesso – ha aggiunto –, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità». Le parole di Francesco hanno dato il là ad una intensa mattinata che ha avuto diversi momenti salienti: la preghiera dell’Ora terza, con l’omelia tenuta dal cardinale Lluìs Martìnez Sistach, arcivescovo di Barcellona, il saluto del presidente delegato di turno, l’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois, l’intervento del segretario generale del Sinodo, Lorenzo Baldisseri, e soprattutto la Relatio an- te disceptationem, a cura del cardinale Peter Erdö, arcivescovo di Estztergom-Budapest. «La famiglia non è un modello fuori corso», ha detto il porporato nelle 15 cartelle del suo intervento (di cui riportiamo a parte una sintesi), e ad essa la Chiesa guarda con speranza e misericordia. Erdö – che poi, terminata la congregazione inaugurale del Sinodo, ha incontrato i giornalisti nella Sala Stampa vaticana – ha ribadito l’indissolubilità del matrimonio, insieme al bisogno di «linee direttrici chiare» per le situazioni familiari difficili, nelle quali occorre coniugare «verità e misericordia». Tutti temi ripresi nella conferenza stampa, cui hanno preso parte anche il cardinale Vingt-Trois, l’arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario speciale del Sinodo, Bruno Forte, oltre al presidente del Celam, Carlos Aguiar Retes, vescovo di Tlalnepantla in Messico. «Il Papa – ha sottolineato il presule italiano – crede fortemente nel valore della sinodalità e lo ha messo in evidenza con la sua richiesta di parlare chiaro». Tuttavia, ha aggiunto il cardinale Vingt- Trois, «il Sinodo non è un parlamento. Non siamo là per conquistare maggioranze su posizioni presentate, ma per lavorare al fine di fare crescere una volontà comune nella Chiesa». E a proposito della natura (pastorale o dottrinale) dell’assise appena iniziata, le domande dei giornalisti hanno permesso di precisarla meglio anche in relazione alle questioni che maggiormente hanno trovato spazio sui media, a partire dalla comunione ai divorziati risposati. Monsignor Forte al riguardo ha spiegato che «pastorale vuol dire 'anime da salvare'». In altri termini «non che gli aspetti dottrinali siano ignorati, ma la dottrina non ha valore astratto in sé. Essa è un messaggio di salvezza e al suo centro c’è la carità di Dio, la misericordia ». In sostanza «il punto veramente fondamentale» è dire la fede «guardando alle persone reali, perché essa non sia sentita come una clava che ti giudica, ma come uno sguardo d’amore e di misericordia che ti raggiunge». E ciò vale anche per i divorziati risposati, verso la sofferenza dei quali Forte ha raccomandato «un approccio anche di tenerezza». Intanto ci sono novità sotto il profilo procedurale. «La lingua ufficiale – ha detto Erdö – non è più il latino, ma l’italiano e questo ha facilitato il compito del relatore generale. Altri cambiamenti più sostanziali sono stati introdotti riguardo al contenuto e al metodo di redigere la relatio ante disceptationem, dal momento che era prevista la possibilità di prendere in considerazione anche il contenuto degli intervento scritti inviato alla Segreteria del Sinodo». Quanto al dibattito, in questa assemblea verranno ulteriormente a maturazione le liberalizzazioni volute da Benedetto XVI (il quale, come ha confermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi non sarà in aula, ma probabilmente presenzierà alla beatificazione di Paolo VI, il 19 ottobre), che aveva introdotto gli interventi liberi. Ieri subito i primi: sono intervenuti i cardinali Rodriguez Maradiaga, Martinez Sistach, Takeo Okada, Napier e Marx, che ha chiesto «un dibattito pubblico sui temi del Sinodo ». Nel pomeriggio la testimonianza dei coniugi Romano e Mavis Pirola, australiani, presenti come Uditori, che hanno parlato dei loro 55 anni di matrimonio e di amore. L’invito del Papa a parlar chiaro e ad ascoltare con umiltà comincia a realizzarsi.