sabato 4 ottobre 2014

Vaticano
Sala stampa della Santa Sede
[Text: Italiano, English]  
Basta alla guerra e alla violazione dei diritti umani
Dal 2 al 4 ottobre sono stati convocati in Vaticano, per desiderio del Santo Padre, i Rappresentanti Pontifici presenti nel Medio Oriente per riflettere sulla drammatica situazione nella Regione. Al suddetto incontro che aveva come tema “La presenza dei Cristiani in Medio Oriente” hanno partecipato oltre ai Superiori della Segreteria di Stato, anche quelli dei Dicasteri della Curia Romana direttamente interessati alla questione, gli Osservatori Permanenti della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York e a Ginevra e il Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.
I partecipanti alla riunione hanno manifestato la loro gratitudine al Santo Padre per questa iniziativa e per la Sua presenza all’inizio dei lavori. La presenza dei Nunzi della regione ha permesso di conoscere di prima mano la situazione dei cristiani nei diversi Paesi, così come quella del contesto in cui vivono. I Superiori dei diversi Dicasteri hanno contribuito a favorire una visione d’insieme.
Nell’esprimere la vicinanza ai Patriarchi, ai Pastori e ai cristiani del Medio Oriente e alle altre componenti religiose ed etniche che soffrono a causa della violenza che imperversa in tutta la Regione, soprattutto in Iraq e in Siria, i partecipanti alla riunione hanno assicurato la loro preghiera e quella di tutta la Chiesa. Nello stesso tempo hanno riaffermato la necessità di fare tutto il possibile per aiutare queste persone e venire incontro ai loro bisogni, come tante volte richiamato dal Santo Padre.
La situazione di violenza alla quale c’è il rischio di abituarsi, dandola quasi per scontata come oggetto di cronaca quotidiana, deve cessare. I partecipanti alla riunione hanno considerato l’urgenza di porre fine alle guerre in atto che hanno già provocato numerosissime vittime. Essi hanno denunciato le violazioni da più parti delle norme più elementari del diritto umanitario internazionale, con un riferimento particolare alle sofferenze dei bambini e delle donne. Purtroppo senza scrupoli continua il traffico di armi e ancor più grave le persone stesse sono oggetto di commercio. Dopo aver esaminato la drammatica situazione umanitaria, della quale soffrono le conseguenze tra gli altri i numerosissimi sfollati e rifugiati in altri Paesi, hanno sottolineato l’imperiosa necessità che sia garantita a tutti, senza discriminazioni, la doverosa assistenza umanitaria.
Grave preoccupazione desta l’operato di alcuni gruppi estremisti, in particolare del cosiddetto “Stato islamico”, le cui violenze e abusi non possono lasciare indifferenti. Non si può tacere, né la comunità internazionale può rimanere inerte, di fronte al massacro di persone soltanto a causa della loro appartenenza religiosa ed etnica, di fronte alla decapitazione e crocifissione di essere umani nelle piazze pubbliche, di fronte all’esodo di migliaia di persone, alla distruzione dei luoghi di culto. I partecipanti all’incontro hanno ribadito che è lecito fermare l’aggressore ingiusto, sempre nel rispetto del diritto internazionale. Tuttavia non si può affidare la risoluzione del problema alla sola risposta militare, ma esso va affrontato più approfonditamente a partire dalle cause che ne sono all’origine e vengono sfruttate dall’ideologia fondamentalista. Un ruolo importante dovrebbero svolgerlo i leader religiosi, cristiani e musulmani, collaborando per favorire il dialogo e l’educazione alla reciproca comprensione, e denunciando chiaramente la strumentalizzazione della religione per giustificare la violenza. Di fronte al dramma di tante persone che sono state costrette a lasciare le loro case in maniera brutale i partecipanti hanno ribadito la necessità che sia riconosciuto il diritto dei cristiani e degli altri gruppi etnici e religiosi a rimanere nelle loro terre di origine e, qualora siano stati costretti ad emigrare, il diritto di ritornare in condizioni adeguate di sicurezza, avendo la possibilità di vivere e di lavorare in libertà e con prospettive per il futuro. E ciò richiede nelle circostanze attuali l’impegno sia dei Governi interessati che della comunità internazionale. Sono in gioco principi fondamentali come il valore della vita, la dignità umana, la libertà religiosa, e la convivenza pacifica e armoniosa tra le persone e tra i popoli.
Non ci si può rassegnare a pensare il Medio Oriente senza i cristiani, che da duemila anni vi confessano il nome di Gesù. Essi vogliono continuare a contribuire al bene della società, inseriti quali cittadini a pieno titolo nella vita sociale, culturale e religiosa delle nazioni a cui appartengono. In esse svolgono un ruolo fondamentale come artefici di pace, di riconciliazione e di sviluppo. E’ stata ribadita l’importanza dell’azione dei fedeli laici nella vita sociale e politica e perciò la necessità di una loro adeguata formazione anche per quanto riguarda la dottrina sociale della Chiesa.

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Meeting of the Apostolic Nuncios in the Middle East with some superiors of the roman curia

No more war and violations of human rights!
 
At the wish of the Holy Father, the Papal Representatives present in the Middle East were convoked to the Vatican, from 2 – 4 October, to reflect upon the dramatic situation in the region. Present at the meeting, which had as its theme “The presence of Christians in the Middle East”, besides the Superiors of the Secretariat of State, were also the Superiors of Dicasteries of the Roman Curia directly interested, as well as the Permanent Observers of the Holy See to the United Nations in New York and Geneva and the Apostolic Nuncio to the European Union. The participants at the meeting expressed their gratitude to the Holy Father for this initiative and for his presence at the opening session of the meeting. The presence of the Nuncios of the region enabled the meeting to be given first-hand knowledge of the situation of Christians in the various countries concerned, as well as the context in which they are living. The Superiors of the various Dicasteries contributed in the facilitation of an overall view of the situation. In expressing their closeness to the Patriarchs, to the Pastors and to the Christian faithful and to the other religious and ethnic components of the Middle East, they assured their prayers and that of the whole Church for all who are suffering as a result of the violence that rages throughout the region, especially in Syria and in Iraq. At the same time they reaffirmed the necessity to do everything possible to help them and to meet their needs, as called for many times by the Holy Father.
The situation of violence, which we risk becoming accustomed to, and taking for granted as an item of daily news, needs to stop. The participants of the meeting considered the urgency of putting an end to the wars under way which have already caused large numbers of victims. They denounced the violations from all sides of the most basic norms of humanitarian and international law, with a particular reference to the suffering of children and women. Regrettably, without any scruple, the trafficking of arms continues, and graver still is the trafficking of persons. After having examined the dramatic humanitarian situation, and its consequences suffered, among others, by the many internally displaced persons and the refugees in other countries, they underlined the pressing necessity of guaranteeing to all persons, without discrimination, the much needed humanitarian assistance. .
The activity of some extremist groups is a cause of grave concern, particularly the so-called ‘Islamic State’, whose violence and abuses cannot be met with indifference. One cannot be silent, nor the international community remain inactive, in the face of the massacre of persons merely because of their religion or ethnicity, in the face of decapitations and crucifixions of human beings in public squares, in the face of the exodus of thousands of persons and the destruction of places of worship. The participants at the meeting reaffirmed that it is licit to stop the unjust aggressor, always in accordance with international law. Nevertheless, the resolution of the problem cannot be entrusted solely to a military response; the problem must be dealt with more radically by addressing the root causes which are exploited by fundamentalist ideology. Religious leaders, both Christian and Muslim, should play an important role by cooperating together in promoting dialogue and education for the fostering of mutual understanding, and in denouncing clearly the instrumentalization of religion to justify violence. .
Given the tragedy of many persons who have been forced to leave their homes in a brutal manner, the participants of the meeting reaffirmed the necessity of recognising the right of Christians and of the other ethnic and religious groups to remain in their lands of origin and, for those who are forced to emigrate, the right to return in conditions of adequate security, having the possibility of living and working in freedom and with prospects for the future. In the current circumstances this requires the commitment of both the Governments concerned and the international community. At stake are fundamental principles such as the value of life, human dignity, religious freedom and the harmonious and peaceful coexistence between persons and between peoples. .
One cannot resign oneself to conceiving the Middle East without Christians, who for two thousand years have confessed the name of Jesus. They want to continue contributing to the good of society, integrated, as full citizens, in the social, cultural and religious life of the nations to which they belong. In them they play a fundamental role of peacemaking, of reconciliation, and of development. The importance of the activity of the lay faithful in social and political life was reaffirmed, as was also the necessity of their adequate formation in this regard, including the social doctrine of the Church.