lunedì 10 marzo 2014

Tanzania
L'Osservatore Romano
«Where are you from?», «Di dove sei?» è il titolo — che prende spunto da un passo del Vangelo di Giovanni (19, 9) — del seminario di studi sulla figura e il messaggio di Gesù nella trilogia Gesù di Nazaret di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI che si svolge dal 10 al 12 marzo presso il Jordan University College di Morogoro, in Tanzania. È il secondo appuntamento di questo genere in Africa, dopo il simposio in lingua francese sul Gesù di Nazaret che ha avuto luogo in Benin lo scorso settembre.
«Gesù Cristo — scrive Benedetto XVI nel suo indirizzo di saluto ai partecipanti — è il centro della nostra fede, la quale per sua natura è incontro con Lui e quindi con il Dio vivente. Il fatto che nel nostro tempo la sua figura venga sempre più respinta e diventi inaccessibile a causa di molteplici discussioni e opinioni, per la Chiesa è una preoccupazione che non ci deve dare pace. Spinto da questa preoccupazione ho scritto i miei libri nel tentativo di rendere la sua figura di nuovo visibile».
Le giornate di studio — spiega Achim Buckenmaier (Pontificia Università Lateranense) che ha curato l’organizzazione del simposio — vogliono togliere queste barriere e aiutare a trovare un accesso al ricchissimo tesoro teologico di Benedetto XVI. «Già negli anni Sessanta — continua Buckenmaier — Ratzinger vide la necessità di spiegare il cristianesimo in un modo conciso, comprensibile anche da persone che non lo conoscono e che cercano. Penso che nella Chiesa e nel mondo odierno l’altissimo rilievo e il profondo significato della sua teologia siano riconosciuti. Tuttavia non è facile per tutti conoscerla. Forse ci sono ostacoli culturali. Riguardando alle difficoltà e alle grandi sfide in Africa, che ogni giorno stanno davanti alla gente, si può comprendere come un cristiano tema di non trovare l’accesso a un pensiero che a prima vista si è sviluppato in un contesto culturale diverso, quello dell’Occidente e della sua storia. Alcune volte ci si trova di fronte alle difficoltà economiche di finanziare uno studio come noi lo intendiamo o, semplicemente, di comprare dei libri». L’iniziativa per l’Africa anglofona è nata nel seno della fondazione degli ex-alunni di Joseph Ratzinger, che, sotto la guida del vescovo Barthélemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consigio della Cultura, hanno già realizzato un convegno simile a Cotonou in Benin. «Come membro della Comunità Cattolica d’Integrazione — spiega ancora Buckenmaier — ho vissuto per sei anni in Tanzania, perciò la “Cattedra per la Teologia del Popolo di Dio”, di cui sono il direttore, ha potuto seguire l’organizzazione intera. I docenti sono due ex-alunni di Ratzinger, padre Stephan Horn e padre Vincent Twomey; poi, oltre a me, terranno delle relazioni il reverendo Michael Maier, che insegna Antico Testamento alla Gregoriana, e padre Idahosa Amadasu, docente presso la School of Faith dell’arcidiocesi di Benin City in Nigeria. Offriremo temi ermeneutici come l’unità tra Antico e Nuovo Testamento, oppure singoli aspetti della teologia del Papa emerito, come la teologia dell’Eucaristia e delle Beatitudini nei libri su Gesù. Il nostro collega africano parlerà della Chiesa come famiglia di Dio nell’opera di Benedetto XVI».
L'Osservatore Romano, 10 marzo 2014.