domenica 9 febbraio 2014

(a cura Redazione "Il sismografo")
[Text: Italiano, English]
In occasione del primo anniversario della rinuncia di Papa Benedetto XVI (11 febbraio 2013 - 11 febbraio 2014) abbiamo interpellati diversi vaticanisti con questa domanda: A un anno di distanza dalla rinuncia di Papa Ratzinger e dei fatti successivi quale considerazione fondamentale ti senti di fare, quella che ritiene la più rilevante? Ecco la risposta di:
John Thavis
Un anno fa, Papa Benedetto XVI fece alla chiesa uno straordinario regalo, e lo fece con un breve annuncio in latino in una stanza colma di cardinali increduli. Le sue dimissioni sono state un atto di umiltà e hanno spinto il papato verso i tempi moderni, lasciando ai futuri Papi un elevato grado di libertà. Del suo discorso, la frase che più mi ha colpito cominciava con queste parole: “Nel mondo di oggi ...” “Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore, sia del corpo, sia dell'animo.”
In effetti, Benedetto stava dicendo che essere Papa al giorno d'oggi, per governare ed evangelizzare, richiede un'enorme quantità di energia. Forse un secolo fa, un Papa avrebbe potuto regnare dietro le mura, limitando i suoi incontri e facendo solo rare apparizioni pubbliche. Ma non oggi. I tempi sono cambiati.
Nell'annuncio di Benedetto XVI questo elemento quindi è davvero notevole: un Papa così tradizionalista ci stava dicendo che il papato doveva adattarsi alle esigenze dei tempi moderni. In queste righe Benedetto XVI ha ricordato ai cattolici che il papato non è una condizione sacra. Si tratta di un ufficio che può, e a volte, deve essere messo da parte poiché l'autorità del papato risiede nell'ufficio, non nella persona.
E in questo senso, ogni giorno che Benedetto continua a vivere nel silenzio e nell'oscurità – come papa emerito - è importante. Egli sta ancora scrivendo la storia, lasciando ai suoi successori molta più libertà. Non solo la libertà di dimettersi, ma anche libertà per quanto riguarda ciò che un Papa emerito può e non può fare.
Si badi bene che Benedetto non ha mai descritto la sua condizione di Papa emerito. Ha scelto di vivere in un ambiente monastico in Vaticano, evitando dichiarazioni ed apparizioni pubbliche, e senza stabilire delle regole e linee-guida per il futuro. Ciò dimostra una sua profonda fiducia nella Chiesa e nelle persone che siederanno sul trono di Pietro negli anni a venire.
Inglese
A year ago, Pope Benedict gave the church an important gift. He did so with a brief declaration, delivered in Latin to a roomful of incredulous cardinals. His resignation was an act of humility that brought the papacy into the modern age, and left future popes with a great degree of freedom.
I was struck by way the pope introduced his stunning announcement, and with three words in particular: “in today’s world.”
“However, in today’s world, subject to so many rapid changes and shaken by questions of deep relevance for the life of faith, in order to govern the barque of Saint Peter and proclaim the Gospel, both strength of mind and body are necessary, strength which in the last few months, has deteriorated in me to the extent that I have had to recognize my incapacity to adequately fulfill the ministry entrusted to me.”
In effect, Benedict was saying that being pope nowadays, to govern and to evangelize, requires a tremendous amount of energy. Perhaps a century ago, a pope could have reigned from behind the walls, limiting his encounters and making only rare public appearances. But not today.Things have changed.
This was the truly remarkable thing about Benedict’s announcement. This very traditional-minded pope was telling us that the papacy must adapt to the demands of the modern age.
With these few lines, Benedict also reminded Catholics that the papacy is not some kind of sacred status. It is an office that can, and sometimes should, be set aside. And the authority of the papacy lies with the office, not with the person who once held it.
And in this sense, every day Benedict continues to live in silence and obscurity as a retired pope is important. He is still writing history. And he is leaving his successors a great degree of freedom. Not only freedom to resign. But freedom in terms of what a former pope can and cannot do.
Note that Benedict did not write a job description for a retired pope. He chose to live in a monastic setting in the Vatican, where he has avoided public appearances and statements. But he did not lay down any rules or guidelines for the future. That shows a deep trust in the church and in the men who will sit on the throne of Peter in the years to come.