giovedì 12 dicembre 2013

L'Osservatore Romano
(Maru Nolan) René Bruelhart è il direttore dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede, e ha fatto parte della Delegazione vaticana, guidata da monsignor Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, all’assemblea plenaria di Moneyval — il comitato del Consiglio d’Europa per la valutazione delle misure contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo — che si è svolta nei giorni scorsi a Strasburgo. Oggi, 12 dicembre, Moneyval pubblica un rapporto che conferma i progressi della Santa Sede in questa materia. Bruelhart ne parla in un’intervista al nostro giornale.
In molti hanno notato il forte aumento del numero delle segnalazioni di transazioni sospette: solo quest’anno ce ne sono state più di cento. Questo costituisce un problema?
No. In altre parole, l’aumento delle segnalazioni di transazioni sospette non significa di per sé un aumento di attività illecite. Piuttosto, indica che c’è una maggiore consapevolezza a tale riguardo e che, se necessario, le istituzioni finanziarie, in particolare lo Ior, possono prendere misure importanti. Detto questo, dobbiamo essere più specifici, nel senso che ciò non significa un numero più elevato di casi di riciclaggio di denaro in quanto tale. La segnalazione di una transazione sospetta riguarda un’attività sospetta che deve essere ulteriormente esaminata dall’Aif.
Il rapporto dice che l’Aif deve essere rafforzata. Questo accadrà?
Poiché l’Aif ora opera anche come supervisore prudenziale, una delle conseguenze è che inseriremo altro personale competente e qualificato. Sono già stati elaborati profili e le assunzioni inizieranno presto.
Lei è regolatore e supervisore dello Ior. Segue la chiusura dei conti che sta avvenendo?
Sì, la chiusura di alcuni conti allo Ior sta avvenendo sulla base di un processo chiaramente definito, che assicura che non si possa chiudere un conto laddove c’è il sospetto o un motivo ragionevole per ritenere che i fondi siano frutto di un’attività illecita.
Recentemente l’Aif ha firmato un memorandum d’intesa con la sua controparte italiana per cooperare nello scambio di informazioni finanziarie. Come sono i rapporti in generale con l’Italia?
L’Italia è nostra vicina, quindi il memorandum d’intesa è stato un passo importante. I rapporti in generale sono buoni e costruttivi. Lavoriamo a stretto contatto con le autorità competenti, in spirito di collaborazione reciproca.
Quest’anno l’Aif ha firmato un memorandum d’intesa anche con la sua controparte tedesca.
Fa parte della nostra strategia costruire una rete internazionale che ci consenta di scambiare informazioni in modo sicuro e tempestivo con le nostre controparti nel mondo. Per questo firmeremo molti altri memoranda d’intesa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. È anche una dimostrazione che siamo un interlocutore competente e credibile, che coopera con gli altri nella comunità finanziaria internazionale.
Quale sarà il prossimo passo nel processo Moneyval?
Quello di questa settimana è stato un passo importante, poiché il Progress Report ha dimostrato che i mattoni sono stati messi al loro posto e che il sistema funziona. È un processo costante, proprio come per qualsiasi altra giurisdizione. Il Vaticano fornirà un aggiornamento ordinario a Moneyval entro dicembre 2015.
Quale sarà il prossimo passo dell’Aif?
Quello di dare al più presto al suo dipartimento di supervisione tutti gli strumenti per svolgere ispezioni sul posto e per rafforzare ulteriormente il sistema in quanto tale. Come può vedere dal rapporto, la comunità internazionale riconosce che abbiamo messo in atto un quadro legale e istituzionale che opera in conformità con gli standard internazionali. Proseguiremo su questo cammino.
L'Osservatore Romano, 13 dicembre 2013.