venerdì 15 novembre 2013

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Dal 7 al 28 ottobre 2012 si è svolto in Vaticano la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". A più di un anno dall'importante assemblea, in "tempi normali", sarebbe già stata pubblicata la tradizionale Esortazione postsinodale con la quale il Pontefice, riprendendo le proposizioni finali, tradizionalmente offre alla comunità ecclesiale un documento organico ed elaborato delle riflessioni sinodali.
Da quando Paolo VI, dopo l'istituzione del Sinodo dei Vescovi (15 settembre 1965), voluto dal Concilio Vaticano II, pubblicò la prima Esortazione Apostolica post-sinodale, altri suoi successori - Giovanni Paolo II e Benedetto XVI - hanno pubblicato numerosi altri documenti simili. L'Esortazione sull'ultima XIII Assemblea sinodale ordinaria - senza la rinuncia di Papa Ratzinger- forse avrebbe visto la luce in queste settimane con la firma proprio di Benedetto XVI, ma ovviamente non sarà così. Ormai, dopo il 13 marzo, si tratta di un compito che spetta al suo Successore, Papa Francesco.
E' probabile che la pubblicazione di questo documento sia vicina, anche se è ben noto che Papa Francesco in otto mesi di pontificato ha avuto un sovraccarico d’impegni pastorali che sicuramente non hanno facilitato l'elaborazione di un testo così delicato e importante. Il "quando" è la prima incognita. Ce n'è però un'altra che si può porre come domanda: sarà una classica Esortazione Apostolica postsinodale come quelle di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI? 
Si sa che il tema è molto impegnativo come lo fu lo svolgimento del Sinodo 2012: da un lato si tratta della trasmissione della fede cristiana nei tempi odierni e d'altro di farlo nel contesto della nuova evangelizzazione. La sfida è composita e per certi versi inedita e ciò si riflette nelle oltre 50 Proposizioni finali che i Padri sinodali hanno consegnato a Papa Ratzinger al termine dei lavori, più di un anno fa.
Papa Benedetto XVI, il 28 ottobre 2012, nell'omelia della Messa a chiusura dell'Assemblea sinodale rilevò: "La nuova evangelizzazione riguarda tutta la vita della Chiesa. Essa si riferisce, in primo luogo, alla pastorale ordinaria che deve essere maggiormente animata dal fuoco dello Spirito, per incendiare i cuori dei fedeli che regolarmente frequentano la Comunità e che si radunano nel giorno del Signore per nutrirsi della sua Parola e del Pane di vita eterna".
Poi, Benedetto XVI, in quest'omelia si soffermò sulle "tre linee pastorali emerse dal Sinodo"
Sacramenti. "La prima riguarda i Sacramenti dell’iniziazione cristiana. E’ stata riaffermata l’esigenza di accompagnare con un’appropriata catechesi la preparazione al Battesimo, alla Cresima e all’Eucaristia. È stata pure ribadita l’importanza della Penitenza, sacramento della misericordia di Dio. Attraverso questo itinerario sacramentale passa la chiamata del Signore alla santità, rivolta a tutti i cristiani. Infatti, è stato più volte ripetuto che i veri protagonisti della nuova evangelizzazione sono i santi: essi parlano un linguaggio a tutti comprensibile con l’esempio della vita e con le opere della carità".
Missione. "In secondo luogo, la nuova evangelizzazione è essenzialmente connessa con la missione ad gentes. La Chiesa ha il compito di evangelizzare, di annunciare il Messaggio di salvezza agli uomini che tuttora non conoscono Gesù Cristo. Anche nel corso delle riflessioni sinodali è stato sottolineato che esistono tanti ambienti in Africa, in Asia e in Oceania i cui abitanti aspettano con viva attesa, talvolta senza esserne pienamente coscienti, il primo annuncio del Vangelo. Pertanto occorre pregare lo Spirito Santo affinché susciti nella Chiesa un rinnovato dinamismo missionario i cui protagonisti siano, in modo speciale, gli operatori pastorali e i fedeli laici. La globalizzazione ha causato un notevole spostamento di popolazioni; pertanto, il primo annuncio si impone anche nei Paesi di antica evangelizzazione. Tutti gli uomini hanno il diritto di conoscere Gesù Cristo e il suo Vangelo; e a ciò corrisponde il dovere dei cristiani, di tutti i cristiani – sacerdoti, religiosi e laici –, di annunciare la Buona Notizia".
Secolarizzazione. "Un terzo aspetto riguarda le persone battezzate che però non vivono le esigenze del Battesimo. Nel corso dei lavori sinodali è stato messo in luce che queste persone si trovano in tutti i continenti, specialmente nei Paesi più secolarizzati. La Chiesa ha un’attenzione particolare verso di loro, affinché incontrino nuovamente Gesù Cristo, riscoprano la gioia della fede e ritornino alla pratica religiosa nella comunità dei fedeli. Oltre ai metodi pastorali tradizionali, sempre validi, la Chiesa cerca di adoperare anche metodi nuovi, curando pure nuovi linguaggi, appropriati alle differenti culture del mondo, proponendo la verità di Cristo con un atteggiamento di dialogo e di amicizia che ha fondamento in Dio che è Amore. In varie parti del mondo, la Chiesa ha già intrapreso tale cammino di creatività pastorale, per avvicinare le persone allontanate o in ricerca del senso della vita, della felicità e, in definitiva, di Dio. Ricordiamo alcune importanti missioni cittadine, il «Cortile dei gentili», la missione continentale, e così via. Non c’è dubbio che il Signore, Buon Pastore, benedirà abbondantemente tali sforzi che provengono dallo zelo per la sua Persona e per il suo Vangelo".