martedì 2 aprile 2013

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
In un articolo pubblicato su “Panorama” del 3 aprile, a firma di Ignazio Ingrao, intitolato “Quando i Gesuiti lo emarginarono”, e anticipato nel blog dello stesso Autore, si parla di una presunta lettera inviata dal precedente Padre Generale dei gesuiti, Peter Hans Kolvenbach, con il divieto per le case dei gesuiti argentini “di accogliere Padre Bergoglio qualora avesse voluto lasciare la chiesa assegnatagli a Cordoba”. L’affermazione non è solo del tutto inverosimile, perché un tale intervento del Padre Generale sarebbe stato totalmente inusuale, ma è assolutamente falsa, perché una tale lettera non è mai esistita. Lo smentiscono sia la Curia dei gesuiti, dove l’invio di una tale lettera non trova alcun riscontro, sia il Padre José Luis Narvaja, citato da “Panorama” come custode di tale lettera, e che nega di aver mai fatto dichiarazioni a “Panorama”. L’incaricato dell’Ufficio Stampa della Curia dei gesuiti, Padre Giuseppe Bellucci, fa anche notare che la permanenza a Cordoba dell’allora Padre Bergoglio non fu di sei anni, come affermato nell’articolo, ma di due. 

Testo di I. Ingrao