L'Osservatore Romano
Le comunità cristiane in Madagascar hanno promosso un’iniziativa per favorire il processo di riconciliazione nel Paese: si è svolto, infatti, nella capitale Antananarivo il dialogo intermalgascio promosso dal «Consiglio ecumenico delle Chiese cristiane del Madagascar» (FFKM) per agevolare il confronto tra le parti coinvolte nella profonda crisi istituzionale e politica che dal 2008 attanaglia il Paese. Al dibattito hanno preso parte circa duecento rappresentanti religiosi, politici e della società civile in generale, che hanno avuto il compito di stabilire una collaborazione e firmare un documento al fine di giungere a elezioni politiche pacifiche e trasparenti, che dovrebbero tenersi tra l’estate e l’autunno prossimi.
All’FFKM aderisce anche la Chiesa cattolica. Il Madagascar, pur essendo ricco di materie prime, è tra i Paesi più poveri del mondo e il bilancio dello Stato dipende in gran parte proprio da finanziamenti internazionali. In una lettera del 2012, i vescovi cattolici avevano denunciato il perdurante stallo politico, imputando la colpa della crisi anche alla diffusa difesa degli interessi personali a scapito del bene pubblico. Molti rappresentanti, si legge nella lettera, «il più delle volte pensano solo ai loro interessi personali e a quelli dei Paesi che li sostengono, e non a quelli del nostro Paese». Nella lettera vengono proposte anche una serie di indicazioni per fare uscire il Paese dalla crisi ingenerata dalla lunga transizione: tra queste, la decentralizzazione amministrativa pur preservando l’unità nazionale; il potenziamento del sistema educativo e di quello sanitario; l’indipendenza economica.
In base al calendario diffuso, riferisce l’agenzia Misna, le presidenziali sono previste per il 24 luglio e, l’eventuale secondo turno, si dovrebbe invece tenere il 25 settembre, lo stesso giorno delle legislative; le elezioni dei consigli municipali e regionali sono poi in agenda per il 23 ottobre. Il dialogo nazionale è stato quindi convocato mentre il Madagascar è impegnato nell’organizzazione delle presidenziali e legislative, un appuntamento cruciale che dovrebbe consentire al Paese di archiviare il periodo di transizione.
Nonostante la firma di una serie di accordi tra le principali forze politiche, la situazione rimane intricata, in particolare sull’applicazione di una legge di amnistia a favore dell’ex presidente Ravalomanana, che potrebbe rientrare in patria, e sul rischio di boicottaggio delle urne di alcuni partiti.
Negli ultimi mesi l’FFKM ha raccolto più di 150 proposte politiche per uscire dallo stallo istituzionale, sia nella capitale che nelle 33 regioni in cui l’isola è suddivisa, che sono state sottoposte all’esame dei partecipanti al dialogo.
L'Osservatore Romano, 23 aprile 2013.
Le comunità cristiane in Madagascar hanno promosso un’iniziativa per favorire il processo di riconciliazione nel Paese: si è svolto, infatti, nella capitale Antananarivo il dialogo intermalgascio promosso dal «Consiglio ecumenico delle Chiese cristiane del Madagascar» (FFKM) per agevolare il confronto tra le parti coinvolte nella profonda crisi istituzionale e politica che dal 2008 attanaglia il Paese. Al dibattito hanno preso parte circa duecento rappresentanti religiosi, politici e della società civile in generale, che hanno avuto il compito di stabilire una collaborazione e firmare un documento al fine di giungere a elezioni politiche pacifiche e trasparenti, che dovrebbero tenersi tra l’estate e l’autunno prossimi.
All’FFKM aderisce anche la Chiesa cattolica. Il Madagascar, pur essendo ricco di materie prime, è tra i Paesi più poveri del mondo e il bilancio dello Stato dipende in gran parte proprio da finanziamenti internazionali. In una lettera del 2012, i vescovi cattolici avevano denunciato il perdurante stallo politico, imputando la colpa della crisi anche alla diffusa difesa degli interessi personali a scapito del bene pubblico. Molti rappresentanti, si legge nella lettera, «il più delle volte pensano solo ai loro interessi personali e a quelli dei Paesi che li sostengono, e non a quelli del nostro Paese». Nella lettera vengono proposte anche una serie di indicazioni per fare uscire il Paese dalla crisi ingenerata dalla lunga transizione: tra queste, la decentralizzazione amministrativa pur preservando l’unità nazionale; il potenziamento del sistema educativo e di quello sanitario; l’indipendenza economica.
In base al calendario diffuso, riferisce l’agenzia Misna, le presidenziali sono previste per il 24 luglio e, l’eventuale secondo turno, si dovrebbe invece tenere il 25 settembre, lo stesso giorno delle legislative; le elezioni dei consigli municipali e regionali sono poi in agenda per il 23 ottobre. Il dialogo nazionale è stato quindi convocato mentre il Madagascar è impegnato nell’organizzazione delle presidenziali e legislative, un appuntamento cruciale che dovrebbe consentire al Paese di archiviare il periodo di transizione.
Nonostante la firma di una serie di accordi tra le principali forze politiche, la situazione rimane intricata, in particolare sull’applicazione di una legge di amnistia a favore dell’ex presidente Ravalomanana, che potrebbe rientrare in patria, e sul rischio di boicottaggio delle urne di alcuni partiti.
Negli ultimi mesi l’FFKM ha raccolto più di 150 proposte politiche per uscire dallo stallo istituzionale, sia nella capitale che nelle 33 regioni in cui l’isola è suddivisa, che sono state sottoposte all’esame dei partecipanti al dialogo.
